Traforo, un commissario senza i fondi

10 Maggio 2019

Gran Sasso: il vice di Toninelli conferma la nomina imminente. Ma (per ora) nessuna certezza sui 177 milioni per i lavori

PESCARA. «Per gli interventi di messa in sicurezza individuati dalla Regione Abruzzo e richiesti alla concessionaria autostradale Strada dei Parchi, gli uffici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno rappresentato alla Regione che tali interventi risultano esterni al rapporto concessorio. Ma, considerata la delicatezza della questione, che coinvolge molteplici amministrazioni e competenze, il ministero ha interessato la presidenza del Consiglio dei ministri per ogni valutazione di competenza, che potrà includere anche la nomina di un commissario straordinario per il superamento delle attuali criticità». A dirlo è il sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture, Michele Dell’Orco (M5S), rispondendo, in commissione Ambiente della Camera, all’interrogazione presentata dalla deputata di Leu, Rossella Muroni. Che però ritiene queste risposte troppo poche e troppo generiche per rassicurare.
«Se dal 19 maggio Strada dei Parchi darà seguito alla decisione di chiudere il traforo, in entrambe le direzioni, la viabilità del centro Italia entrerà in crisi e l’Abruzzo resterà isolato», incalza Muroni. «Per consentire la messa in sicurezza delle falde acquifere del massiccio e la libertà di movimento dei cittadini nell’interrogazione ho sollecitato il Mit sulla nomina di un commissario con poteri definiti e limitati ai suddetti interventi, su uno stanziamento di fondi nazionali adeguato alla realizzazione dei lavori (177 milioni, ndr) e sulla revoca della chiusura della galleria. Ma le uniche certezze contenute nella risposta del Mit sono che i lavori per mettere in sicurezza l’acquifero non rientrano nel rapporto concessorio e che il ministero ha interessato della questione la presidenza del Consiglio dei ministri», sottolinea la deputata. «Per il resto c’è vaghezza assoluta su nomina e poteri del commissario, su stanziamenti e revoca della chiusura». Ma dall’Abruzzo accorre in aiuto Fabio Bernardini, deputato 5 Stelle: «Abbiamo avuto la conferma che il Governo depositerà al Senato un emendamento per il commissariamento per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso. Dopo anni di silenzio da parte delle forze politiche che ci hanno preceduto al Governo ed in Regione, finalmente lo Stato agisce con un segnale concreto», sostiene Bernardini. Che però aggiunge: «Durante la fase di conversione del Decreto sblocca-cantieri e la successiva emanazione del Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ci batteremo duramente come rappresentanti abruzzesi per lo stanziamento delle risorse necessarie per avviare la progettazione ed esecuzione dei lavori di messa in sicurezza». Quindi la certezza dei fondi milionari non c’è ancora.