Transfughi, il no di Lega e FdI irrita l’Udc

La richiesta di escludere gli ex di centrosinistra crea malumori, ieri un summit dell’Unione di centro
PESCARA. Non è passato inosservato il diktat giunto lunedì scorso dalla Lega e da Fratelli d’Italia di escludere dalla coalizione i transfughi del centrosinistra. Ieri sera, secondo indiscrezioni, si sarebbe tenuta una riunione nell’Udc, tra il coordinatore regionale Enrico Di Giuseppantonio e i tre consiglieri passati di recente dalle file del centrosinistra all’Unione di centro, Massimiliano Pignoli, Riccardo Padovano e Giuseppe Bruno.
A richiedere l’incontro sarebbero stati proprio i tre consiglieri preoccupati per lo stop, giunto dai due partiti di centrodestra, che potrebbe compromettere la loro candidatura alle prossime elezioni comunali del 26 maggio o, addirittura, l’esclusione dell’Udc dalla coalizione di centrodestra. Padovano ha persino ritirato la sua candidatura a sindaco per allinearsi alla coalizione, che ha deciso di candidare Carlo Masci.
Lega e Fratelli d’Italia, del resto, sono stati chiari. «Un paletto che riteniamo insuperabile», ha avvertito il commissario provinciale del Carroccio Gianfranco Giuliante, «è l’esclusione dalla coalizione di esponenti che hanno governato con il centrosinistra-amministrazione Alessandrini e in tal senso attendiamo dal candidato sindaco Carlo Masci una presa di posizione chiara, inequivocabile e che non possa dare adito ad interpretazioni, né a posizioni equivoche».
Dello stesso tenore la nota di FdI firmata dai coordinatori regionale, provinciale e cittadino Etel Sigismondi, Stefano Cardelli e Roberto Carota e dai consiglieri comunali Alfredo Cremonese, Massimo Pastore, Guerino Testa e Fabrizio Rapposelli. «Fratelli d’Italia», hanno scritto, «non accetterà la presenza nella coalizione di quanti hanno governato nell’amministrazione di centrosinistra avallando scelte inammissibili, come il mercatino etnico, lo stadio così come pensato o l’area di risulta». (a.ben.)
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