«Trasformiamo i sogni in realtà»

19 Giugno 2018

Quelle nozze da favola tra un arabo e una ragazza abruzzese

PESCARA. Trasformare i sogni in realtà. Anita De Sipio ha studiato architettura d’interni, ma da 23 anni è una wedding planner di professione, si occupa cioè dell’organizzazione dei matrimoni. Ha iniziato la sua attività in tempi nei quali «le persone non avevano neanche idea di cosa significasse avvalersi della consulenza di un esperto». A giocare a favore, dice, sono stati la tv e i vari format televisivi proposti nel corso degli anni, e il cinema. L’esempio più famoso è “Prima o poi mi sposo”, il film con Jennifer Lopez nei panni di una wedding planner. Ma cosa fa un consulente? «È come un architetto. Ascolta il cliente, capisce quali sono sue esigenze, lo stile, il budget a disposizione. Quando ha queste informazioni crea un progetto, trova la location dove si svolgerà l’evento, crea lo stile, le scenografie, l’atmosfera. Insomma, trasforma in realtà i sogni che il cliente ha in testa». Per fare tutto questo si avvale di fioristi, fotografi, sarti (e relativo atelier), ristoratori, tipografi, musicisti. Insomma, l’organizzazione pratica del matrimonio ricade tutta sulle spalle del consulente con un bel risparmio di tempo, e di stress, per gli sposi. «Molto spesso», si lamenta, «la figura del wedding planner viene erroneamente confusa con il fiorista, anche perché a volte sono gli stessi fioristi a spacciarsi per organizzatori, ma in realtà si tratta di due professioni diverse. Attualmente è in corso una battaglia a livello nazionale per cercare di far riconoscere la categoria e il ruolo del wedding planner». In Abruzzo, spiega, quelli con regolare partita Iva non sono tantissimi, «anche se negli ultimi 5-6 anni la richiesta è aumentata. La tipologia di clientela è rappresentata da persone di fascia medio-alta, che hanno meno tempo da dedicare all’organizzazione e si affidano a un professionista apprezzandone la valenza». Il costo medio di un matrimonio, dice, si aggira sui 110 euro (a persona) per il ristorante o il catering, a cui se ne aggiungono altri 70-80 per gli altri servizi (fiori, chiesa, fotografo, e altro). In media, in un matrimonio abruzzese si contano circa 150 invitati. Il matrimonio più impegnativo? «Quello fra un arabo e una ragazza abruzzese, con 500 invitati. All’improvviso lo sposo decise che sarebbe costato meno portare 50 persone in vacanza su un atollo polinesiano, piuttosto che un pomeriggio di festa in Abruzzo. Poi intervenne la famiglia di lei e il matrimonio fu celebrato a Pescara, come da programma». (a.bag)