Trasporto per il disabile, paga il Comune
Autorizzati gli spostamenti all’ospedale di Chieti per le cure. Ferrante: «Ma deve intervenire la Asl»
MONTESILVANO. Sarà il Comune di Montesilvano a sostenere le spese per il trasporto del ragazzo affetto dalla sindrome Gorlin-Goltz. Dopo l’appello lanciato nei giorni scorsi dalla madre del montesilvanese, che necessita di raggiunge l’ospedale di Chieti per le sue terapie ma che ha ottenuto un rifiuto dalla Asl di Pescara perché la struttura è fuori provincia, l’amministrazione comunale ha deciso di farsi carico del caso, denunciato nei giorni scorsi sulle pagine del Centro dall’associazione Carrozzine Determinate. Il consigliere delegato alla Disabilità, Giuseppe Manganiello, venuto a conoscenza del caso, ha messo in moto la macchina comunale, attraverso il Pronto intervento sociale, consentendo il sostegno economico delle cure già da oggi, giorno in cui è in programma la prima delle terapie alle quali il montesilvanese deve sottoporsi ogni 21 giorni. «Si tratta di una malattia rara molto grave», spiega Manganiello, «per cui, dopo aver ascoltato anche il sindaco Ottavio De Martinis, siamo intervenuti subito, facendoci carico delle spese. La rete con le associazioni del territorio è importante anche per risolvere casi del genere e siamo contenti di aver superato questo problema di mobilità. Un gesto che sicuramente darà sostegno e speranza a questa famiglia, che si è vista lasciata da sola».
Ma la buona notizia non placa il malcontento del presidente dell’associazione, Claudio Ferrante, per la situazione che sta interessando il paziente, disabile al 100% e costretto, dopo aver subito un delicato intervento al cervello, a continuare le cure nel reparto teatino di Oncologia dove è seguito già da sei anni: «La Asl nega l’autorizzazione al trasporto a Chieti, già concessa in passato, rispondendo al paziente che può curarsi tranquillamente a Pescara. Sembra quasi una rivalità sportiva tra Chieti e Pescara. Peccato che la salute non è una partita di calcio», commenta Ferrante. «I giorni di vita di un malato gravissimo non possono valere 50 euro di risparmio per una Asl. Siamo soddisfatti della sensibilità dimostrata dal Comune di Montesilvano, che non aveva assolutamente l’obbligo di adoperarsi, ma non tutti i pazienti troveranno sempre i Comuni disponibili a farsene carico. Chiediamo immediatamente alla Asl di modificare il provvedimento, di valutare la situazione di ogni singolo paziente e di autorizzare le cure al ragazzo con gravissima disabilità e a tutti quelli che si trovassero nella sua condizione, perché qui non si tratta di un capriccio, ma di una necessità sanitaria. In caso contrario, vuol dire decretare la morte di una sanità malata da tempo». (a.l.)

