Traversata a nuoto per Debora

1 Giugno 2018

San Giovanni Teatino. L’evento domani, dopo la raccolta fondi per le cure della giovane

SAN GIOVANNI TEATINO. A nuoto dal Ponte del Mare di Pescara fino ai grandi alberghi di Montesilvano, andata e ritorno, per 18 chilometri, in segno di solidarietà per Debora Brandimarte, per non far calare il silenzio sulla triste vicenda della 39enne di Sambuceto malata, che non riesce più a camminare, alla quale la Asl non paga più ricoveri in strutture per la riabilitazione.
A compiere la traversata per Debora sarà, domani, il nuotatore di Spoltore Maurizio Cavaliere, 50 anni, esperto granfondista di nuoto, con il supporto della Sgt Sport di Sambuceto, la società che gestisce la piscina comunale. Il nuotatore spoltorese ha deciso di cimentarsi nella dura prova in acqua per dare ulteriore visibilità alla condizione di Debora. La partenza di Cavaliere dal Ponte del Mare è prevista alle 13,30. In caso di maltempo la traversata verrà rinviata a sabato 9 giugno, alla stessa ora.
L’iniziativa fa seguito all’evento “12 ore per Debora”, che si è svolto mercoledì, dalle 6 del mattino alle 6 del pomeriggio, nella piscina di Sambuceto, per raccogliere fondi da donare alla ragazza e contribuire alle spese per terapie e riabilitazione.
Più di cento persone hanno partecipato alla manifestazione, alternandosi in una staffetta di nuoto. In tanti hanno lasciato un contributo volontario. Il ricavato, 1.369 euro, è stato consegnato al termine dell’evento ai genitori di Debora Brandimarte, in quanto la 39enne, che si può spostare solo in ambulanza, non ha potuto partecipare alla manifestazione.
«L’obiettivo di questa iniziativa, di quelle che l’hanno preceduta e di altre che ci saranno in futuro, è di consentire alla giovane di San Giovanni Teatino di raggiungere una cifra che le permetta di iniziare un percorso di recupero motorio presso un centro di riabilitazione all’avanguardia», spiega Daniele De Patre, uno degli organizzatori. «Per Debora», continua, «c’è bisogno proprio di una struttura all’avanguardia, in quanto non tutti i centri riabilitativi sarebbero in grado di aiutarla».
Colpita alcuni anni fa da una malattia alla colonna vertebrale con associata polineuropatia, dal 2015 Debora vive prigioniera nella sua casa, costretta quasi tutto il tempo a letto. Quando riesce ad alzarsi, per pochi minuti, dev’essere sostenuta. Può uscire di casa solo con la barella. Della ragazza si prende cura la madre, affetta da sclerosi multipla.
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