Traversate di lusso per la jihad

7 Giugno 2017

Sgominata una rete che dalla Tunisia li portava sulle coste siciliane

PALERMO. Capo Bon-Marsala in tre ore. Un viaggio confortevole e rapido su gommoni superveloci. Piccoli gruppi di dieci migranti che, giunti sulle coste siciliane, venivano prelevati e portati in abitazioni dove potevano rifocillarsi, lavarsi e avere vestiti nuovi. Sembra quasi la descrizione dei servizi forniti da un'agenzia di viaggi e invece, dietro la traversata del Canale di Sicilia c'era un'organizzazione criminale. Al vertice cittadini tunisini che usavano manovalanza locale: marsalesi e fiorentini. In 12 sono stati fermati dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura di Palermo. Due erano già detenuti e tre sono irreperibili. Il viaggio costava caro: fino a 3 mila euro a passeggero. Ma era sicuro. Nulla di paragonabile ai barconi fatiscenti usati solitamente dai migranti e dai trafficanti di uomini che seguono la rotta verso l'Italia. E chi arrivava, eludendo i controlli a cui vengono sottoposti i migranti irregolari, evitava di essere identificato. Circostanza che, insieme ad alcune intercettazioni, fa dire agli inquirenti che tra i potenziali «clienti» dell'organizzazione c'erano ricercati per problemi con la giustizia o persone collegate a gruppi jihadisti che temevano di essere arrestati, una volta giunti in Italia. «Spero di arrivare e che non mi rimandino indietro per terrorismo», diceva a uno della banda un potenziale passeggero. Il trafficante era intercettato. Il viaggio, però, non è mai stato fatto. L'associazione criminale usava gommoni potentissimi che caricava anche di sigarette di contrabbando riuscendo così a guadagnare a volte decine di migliaia di euro.