Travolti da una valanga riprendono le ricerche

26 Gennaio 2021

Soccorsi da tutta Italia: segnale di un telefonino sotto un cumulo di neve Bufera e nebbia rallentano le operazioni. Oggi l’impiego di elicotteri e cani

MASSA D’ALBE. Le tracce del passaggio degli escursionisti terminano sul bordo di una valanga, a 1.800 metri di quota di una vallata del Monte Velino tanto incantevole d’estate quanto spietata in inverno. Il distacco di migliaia di metri cubi di neve è avvenuto dai crinali sovrastanti e sotto questo enorme cumulo c’è il segnale del telefonino di uno dei quattro dispersi. Quelle orme che all’improvviso s’interrompono e quel cellulare fanno supporre che i tre uomini e la donna di Avezzano siano stati travolti e siano rimasti sotto. Le speranze s’affievoliscono col passare delle ore, soprattutto perché ieri le ricerche sono state interrotte in tarda mattinata a causa di nebbia e bufera di neve. Per i soccorritori, troppo elevato il rischio di nuove valanghe. La corsa contro il tempo riprende stamattina, dalle 7. È prevista una giornata fredda ma soleggiata, quindi sarà possibile impiegare mezzi aerei.
CHI SONO. Si cercano Tonino Durante, 60 anni, Gianmauro Frabotta, 33enne, Gianmarco Degni, 26, e la fidanzata Valeria Mella, 25, tutti di Avezzano, scomparsi da domenica. La città marsicana vive il suo dramma al pensiero dei familiari e degli amici dei quattro appesi all’esile filo della speranza. A Forme di Massa d’Albe, alle pendici della montagna imbiancata, è un via vai di volti angosciati e mezzi di soccorso.
IL TELEFONINO. Le ricerche sono riprese ieri mattina, con due squadre da terra del Soccorso alpino e speleologico e della Guardia di finanza. Verso le 7.30 dal campo sportivo di Forme si è alzato in volo anche l’elicottero AV169 della Guardia di finanza. Ed è grazie alla tecnologia Imsi Catcher che il mezzo aereo è riuscito a localizzare il segnale proveniente dallo smartphone di uno dei dispersi. Le coordinate registrate e trasmesse ai soccorsi hanno permesso di circoscrivere il raggio delle ricerche.
SOCCORSI MOBILITATI. Un dispiegamento di uomini e mezzi si è mobilitato fin da domenica sera, con le operazioni sul posto coordinate dal maggiore Silvia Gobbini, comandante della compagnia dei carabinieri di Tagliacozzo. Alle ricerche partecipano unità cinofile e soccorritori da montagna del Soccorso alpino e speleologico d’Abruzzo dei finanzieri, i vigili del fuoco e i volontari della Protezione civile di Avezzano, Magliano de’ Marsi e Tagliacozzo. Nel pomeriggio di ieri è arrivata a Forme anche la Squadra soccorso alpina militare (Ssam) del 9° Reggimento alpini dell’Aquila. I militari hanno allestito un campo base e oggi parteciperanno alle ricerche con uomini attentamente addestrati al soccorso di persone disperse in ambiente montano. Mentre sono attese due unità cinofile del Soccorso alpino dalla Valle d’Aosta. La speranza – sempre se le condizioni permetteranno di lavorare in sicurezza – è di circoscrivere la zona dove presumibilmente si trovano i dispersi.
CONTROLLATI I RIFUGI. L’altra notte dalla base di Pratica di Mare (Roma) è decollato un elicottero dell’Aeronautica Militare in aiuto degli 11 soccorritori (due squadre del Soccorso alpino e una delle Fiamme gialle). Grazie ai visori notturni in grado di volare al buio e con visibilità scarsa, il mezzo aereo ha fatto salire a bordo alcuni tecnici del Cnas e sorvolato la stretta valle controllando tutte le possibili aree di riparo, come rifugi montani, bivacchi e stazzi. Purtroppo le ricerche dall’alto non hanno dato alcun esito.
DRAMMATICA IPOTESI. «L’ipotesi, e purtroppo drammatica, è quella che la valanga possa averli travolti», dichiara Fabio Manzocchi, capo stazione del Soccorso alpino e speleologico di Avezzano, «ma noi stiamo lavorando per trovare quattro persone vive, che al momento sono disperse».
ALTRE VALANGHE. «In queste condizioni meteo», spiega il colonnello Gabriele Nastasi, comandante provinciale della Guardia di finanza dell’Aquila, «non bisogna avventurarsi in montagna, mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri. Le altre valanghe individuate nella zona del Velino testimoniano la pericolosità di quell’area. La neve fresca che sta continuando a scendere rende instabile il manto nevoso, bisogna essere rispettosi della natura e degli altri, evitando di avventurarsi in situazioni inutilmente pericolose». È infatti a livello 3 il rischio valanga valutato dal Meteomont dei carabinieri. I soccorritori hanno individuato almeno altre tre slavine nella zona delle ricerche dove la qualità della neve non compatta, le raffiche incessanti di vento degli scorsi giorni e i frequenti sbalzi di temperatura hanno mutato le condizioni morfologiche, creando accumuli di neve che prendono la forma ingannevole di terreno stabile o di falsi costoni di roccia. Un pericolo nascosto dalla mutazione del territorio tipica della stagione, che crea delle vere e proprie trappole e accumuli pendenti su false piste praticabili. Condizione ingannevole anche per i più esperti di montagna.
L’ALLARME. Il gruppo era uscito domenica verso le 7.30 per raggiungere il rifugio Casale da Monte a Forme. Dopo aver parcheggiato le auto, gli amici hanno imboccato il sentiero di Valle Majelama. Non è chiaro dove fossero diretti, se verso punta Trento o punta Trieste, le due cime del massiccio del Velino raggiungibili da quel versante. È stato il maresciallo dei carabinieri Vincenzo Mella, padre di Valeria e già comandante della stazione di Capistrello, ad allertare nel pomeriggio il Soccorso alpino. Preoccupati dal ritardo degli escursionisti, i familiari hanno incominciato a contattarli invano al telefono. Gli esperti di escursionismo sanno che Valle Majelama è l’unica zona del Velino in cui non c’è copertura telefonica da parte di alcun gestore. I soccorsi sono scattati intorno alle 17 con squadre dei vigili del fuoco, dei volontari di Protezione civile e dei carabinieri. Verso le 20 sono partite anche le squadre del Soccorso alpino e della Finanza, raggiunte in nottata dall’elicottero dell’Aeronautica. Ieri sera a Massa d’Albe c’è stato un vertice tra soccorritori per programmare le operazioni al via da questa mattina: terzo giorno di ricerche, dopo due notti di angoscia, temperature proibitive e una bufera.
©RIPRODUZIONE RISERVATA