Tre appalti dei Lavori pubblici nel mirino della Corte dei conti

La magistratura contabile scopre tre irregolarità: il Comune corre ai ripari, annullati gli atti contestati Sotto accusa i subappalti intesi come affidamenti diretti: «Ma il sistema dei controlli interni funziona»
PESCARA. «Sono emerse tre irregolarità». Passando in rassegna gli atti del Comune di Pescara sugli appalti pubblici, la Corte dei conti scopre tre procedure considerate “fuorilegge”. Ma il provvedimento di 13 pagine, firmato dal presidente Stefano Siragusa, attesta anche che l’amministrazione Masci è riuscita a trovare gli anticorpi per reagire agli illeciti oppure agli errori: «Irregolarità successivamente sanate», così dice la deliberazione della Corte dei conti che promuove il sistema dei controlli interni. Il documento parla di «sostanziale adeguatezza del funzionamento del sistema integrato dei controlli interni».
APPALTI AL SETACCIO In questo scenario dai toni positivi, spuntano però «irregolarità» per tre appalti: secondo la Corte dei conti, questi appalti dei Lavori pubblici – lo stesso settore guidato dal 2019 fino al 10 giugno 2023 dall’architetto Fabrizio Trisi, professionista di fiducia del centrodestra arrestato nell’inchiesta “Tana delle tigri” su presunte tangenti e un giro di cocaina in Comune – sarebbero stati affidati in via diretta alle imprese ma senza le condizioni per saltare i vincoli delle gare. Nessun reato ma «irregolarità», poi «sanate».
«È affidamento diretto» Il primo caso è questo: «Una determinazione dirigenziale oggetto di controllo», recita l’atto della Corte dei conti, «richiamava nelle premesse l’istituto del rinnovo tacito contrattuale e, nel dispositivo, si limitava ad adottare impegno di spesa; con il rilievo è stato rappresentato che, contrariamente a quanto contenuto nella determinazione, trattavasi di affidamento diretto ad operatore uscente che comporta un onere motivazionale più stringente. Il dirigente competente, successivamente al rilievo mosso, ha adottato un provvedimento di rettifica precisando nel dispositivo che trattavasi di affidamento diretto all’operatore uscente, motivandone la scelta».
DUE SUBAPPALTI NEL MIRINO Il secondo caso riguarda un subappalto e si è concluso con l’annullamento degli atti del Comune: «Su un’altra determinazione dirigenziale di autorizzazione al subappalto», riassume la Corte dei conti, «è stato osservato che la volontà di subappaltare da parte della ditta affidataria era stata manifestata solo successivamente all’affidamento. Il settore competente ha proceduto all’annullamento in autotutela del provvedimento; il subappalto non aveva ancora prodotto i suoi effetti». Il terzo caso ricalca il precedente e, anche in questo caso, è scattato l’annullamento in autotutela: «Su una terza determinazione dirigenziale di autorizzazione al subappalto, sono state mosse le medesime osservazioni di cui al punto precedente». Tutte le irregolarità sono state risolte: «Il Settore ha fornito idonei chiarimenti che hanno superato i rilievi mossi».
SOCIETà PARTECIPATE Nello stesso documento si parla anche di bilancio: il Comune è in predissesto – il piano di riequilibrio finanziario si concluderà il 31 dicembre del 2024 – e la Corte dei conti non concede spazi di manovra all’amministrazione Masci. La magistratura contabile invita il Comune sulla via di risanamento a tenere alti i controlli sulle società partecipate per evitare perdite di bilancio: l’Aca (7,25%) per l’acqua, Ambiente spa (82,38%) per i rifiuti, Adriatica Risorse spa (100%) per la riscossione delle tasse, Pescara Energia spa (100%) per lampioni e riscaldamento, Pescara Multiservice srl (100%) per i parcheggi a pagamento e gestioni di cimiteri e parchi. Sui controlli alle partecipate, la Corte dei conti «non rileva particolari criticità» ma «rimarca l’importanza di tale tipologia di controlli ai fini del mantenimento degli equilibri finanziari e di bilancio».
FONDI PNRR La Corte dei conti invoca controlli anche sull’uso dei fondi Pnrr: «L’organo politico ha emanato specifiche direttive agli organi amministrativi e di controllo interno, al fine di ottimizzare il ciclo di gestione dei fondi Pnrr», dice la Corte dei conti. Le procedure dell’amministrazione Masci sono promosse, a partire dalle «verifiche periodiche sugli atti di spesa relativi a interventi connessi al Pnrr, al fine di accertare che non includano anche costi impropri».

