Tre aziende fallite in due giorni, a casa 40 lavoratori

Manoppello, troppi debiti per le ditte di Fosso Calabrese che operavano nell’edilizia e nel settore dei carburanti
MANOPPELLO. Argo srl, Libra srl e Fidelio srl sono tre società conosciutissime a Manoppello e nella Val Pescara che sono state dichiarate fallite, nel giro di due giorni, in seguito alla sentenza del presidente Anna Fortieri e dei giudici a latere Domenica Capazzera e Luigina Tiziana Marganella. Tre società che lavoravano anche per la galassia imprenditoriale Toto Spa, tutte e tre con sede in via Fosso Calabrese di Manoppello al confine con il Comune di Chieti. In qualche modo il loro insuccesso nel campo degli investimenti e della gestione sicuramente è da ascrivere, almeno in parte, ai tempi difficili della crisi economica in atto e i suoi riflessi sono comunque devastanti per il modo imprenditoriale e occupazionale. Complessivamente sono oltre 40 i posti di lavoro persi ed altrettante famiglie si trovano, come quelle delle ormai migliaia di lavoratori di aziende che hanno chiuso i battenti in Val Pescara, in grave disagio per tirare avanti.
Fra le tre quella con un montante più rilevante di massa debitoria è sicuramente la Libra, azienda detentrice di macchine operatrici per l'edilizia con circa 30 dipendenti e con un contratto attivo di affitto delle stesse proprio con la Toto spa, che chiude con un disavanzo di circa 8 milioni di euro. Si era tentato anche la strada del concordato preventivo liquidatorio, ma il cumulo debitorio era tale da non consentire la ricerca di soluzioni alternative.
Nella dichiarazione di fallimento il presidente Fortieri ha nominato come curatore fallimentare il commercialista Sergio Cosentino fissando al 19 febbraio 2015 lo svolgimento dell'esame dello stato passivo che avrà luogo davanti al giudice delegato. Lo stesso professionista è stato nominati anche per i procedimenti della Argo e della Fidelio. La Argo, con circa 10 dipendenti, operativa nel settore della distribuzione dei carburanti, detentrice della stazione Agip situata all'uscita autostradale di Città Sant'Angelo, aveva accumulato un passivo di circa 30 mila euro che via via non è riuscita a recuperare e l’unica soluzione è stata quella di chiudere, limitando i danni il più possibile. Sarà il curatore fallimentare a gestire le richieste di ammissione al passivo dei crediti o di restituzione e rivendicazione dei beni mobili ed immobili.
La Fidelio, che ha operato in campo commerciale per il settore edilizio è arrivata al fallimento dopo un procedimento di concordato preventivo ed è stata dichiarata fallibile perché in stato di insolvenza con una esposizione debitoria di circa 300mila euro, benché vantasse crediti per 400mila euro, ridotti a circa 115 dichiarati però di difficile esigibilità. Insomma tre stelle che si spengono nell'universo lavorativo della Val Pescara senza possibilità di appello.
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