Tre banditi confessano: siamo stati noi

30 Settembre 2018

«Ma è stato il capo a tagliare l’orecchio». Blitz nelle campagne: presi l’autista della gang e un fiancheggiatore

LANCIANO. Dal carcere di Villa Stanazzo i tre banditi confessano la rapina ai coniugi Martelli: «Siamo stati noi». E tirano in ballo Alexandru Bogadan Colteanu, scaricando su di lui, il presunto capo preso a Caserta, il gesto del taglio dell’orecchio a Niva Bazzan. Intanto ieri pomeriggio scattano in sequenza gli arresti di altri due romeni: un fiancheggiatore, e un sesto uomo, quest’ultimo fermato dopo che in serata erano stati accompagnati in caserma la moglie e i figli. Si tratta probabilmente dell’autista della banda. Il blitz di carabinieri e polizia scatta nel primo pomeriggio, a poche ore dall’interrogatorio dei tre romeni fermati mercoledì.
IL BLITZ. Fin dalle prime ore del pomeriggio scatta una maxi operazione tra le campagne di Rizzacorno, Colle Campitelli, Sant’Onofrio e Villa Elce. Carabinieri e polizia sono sulle tracce del quinto componente della banda che domenica scorsa ha sequestrato e seviziato in casa il medico Carlo Martelli e la moglie. L’uomo, anch’egli romeno, è in fuga. Secondo gli investigatori potrebbe essere il basista locale del colpo. Da Pescara arriva anche un elicottero della polizia che vola a quota bassissima alla ricerca del fuggitivo. Ai residenti viene ordinato di rimanere chiusi in casa. Numerosi i posti di blocco e gli appostamenti anche dietro casolari abbandonati.
L’ARRESTO. Durante le ricerche i carabinieri di Lanciano intercettano una Bmw. È l’altra macchina in uso alla banda della rapina in villa. A bordo ci sono due persone. I militari riescono a fermare il mezzo e a bloccare un uomo. L’altro riesce a scappare e continua la fuga a piedi, nelle campagne. Fino a ieri sera in tarda serata -quando scriviamo le ricerche sono in corso- è latitante. Quello bloccato, che viene arrestato in flagranza per favoreggiamento, è il compagno della madre del fuggitivo: stava aiutando B.G., proprietario della Bmw, a fuggire da Lanciano.
GLI INTERROGATORI. La nuova caccia all’uomo inizia dopo le 14, ovvero a poche ore dagli interrogatori in carcere dei fratelli Constantin Aurel e Ion Cosmin Turlica, 22 e 20 anni, e del cugino Aurel Ruset, 25 anni, accusati di essere gli autori della rapina in contrada Villa Carminello. Ricostruendo il colpo i tre avrebbero aiutato gli inquirenti a fare chiarezza anche sui componenti della banda, ma avrebbero spinto eventuali complici a fuggire.
LA CONFESSIONE. I Turlica e Ruset confessano di aver partecipato alla rapina ai coniugi Martelli, ma negano di aver tagliato il padiglione auricolare destro a Niva Bazzan. Accusati di rapina, sequestro di persona, lesioni gravissime, porto abusivo d’arma, i tre, alla presenza del difensore, l’avvocato Domenico Russo, e del procuratore Mirvana Di Serio, parlano per circa tre ore, ricostruendo che cosa è avvenuto durante la sanguinosa rapina. «Hanno confessato la loro partecipazione al colpo precisando in maniera circostanziata i ruoli avuti», conferma all’uscita dal carcere di Villa Stanazzo l’avvocato Russo, «ma hanno fermamente negato di aver tagliato parte dell’orecchio alla signora Bazzan. Hanno addebitato l’azione a un quarto uomo. In questo caso avendo loro riferito su altre persone, hanno la funzione di testimoni e quindi non posso dire altro». I tre chiamano in causa, come correo, Colteanu, 26 anni, il presunto capo arrestato giovedì a Casal di Principe, a Caserta, dopo aver tentato di vendere un orologio rubato al medico Martelli (da qui l’accusa di ricettazione) e dopo un tentativo di fuga. Colteanu era ricercato per scontare la condanna a 14 mesi di reclusione per una precedente cruenta rapina messa a segno a Frosinone. Dopo l’interrogatorio dei tre rumeni per lui potrebbe scattare l’arresto anche per la rapina di Lanciano. Il gip Massimo Canosa, intanto, ha tramutato i fermi a carico dei fratelli Turlica e di Ruset in custodia cautelare in carcere, provvedimento richiesto dal procuratore Mirvana Di Serio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA