Tre frasi contestate per l’affare della Asl
L’avrebbe fatto passare come una «persona scaltra e avvezza a cambiare opinione secondo la comodità e il vantaggio del momento». Dice così l’atto di citazione di D’Alfonso contro Pettinari. In...
L’avrebbe fatto passare come una «persona scaltra e avvezza a cambiare opinione secondo la comodità e il vantaggio del momento». Dice così l’atto di citazione di D’Alfonso contro Pettinari. In merito all’operazione della Asl, con l’acquisto del palazzo di via Rigopiano, D’Alfonso sostiene che il consigliere M5S avrebbe riferito «fatti non veri e di cui, in qualità di consigliere, era a conoscenza». Pettinari l’avrebbe «tratteggiato come una persona che, pur essendo stata chiamata in causa, si era disinteressata dal punto di vista istituzionale ma ne era invece il vero responsabile». Sono 3 le dichiarazioni contestate: “il Centro” le ha riportate il 19 aprile scorso. Nella prima, Pettinari parla di «grande responsabilità» di D’Alfonso: una presa di posizione alimentata da uno scontro tra Regione e Asl, perché con l’atto di vendita del palazzo già firmato il 16 febbraio 2015, durante il consiglio regionale del 24 febbraio, D’Alfonso ha detto che era necessario bloccare l’operazione. La seconda frase che, per D’Alfonso, sarebbe «diffamatoria» si riferisce a all’annuncio di Pettinari di un esposto alla procura regionale della Corte dei conti: «Dall’informativa della polizia emergono anomalie», recita la frase. Sul rapporto della polizia, in merito alla differenza tra il prezzo pagato da Cetrullo e quello sostenuto dalla Asl, si parla di «ingente quanto anomala plusvalenza». La terza frase riguarda un’interpellanza di Pettinari: «Ma D’Alfonso lo conosce Cetrullo e perché? Se non era d’accordo, perché non ha fermato la Asl? E perché ha detto che non era d’accordo solo dopo la firma del rogito?». Per il presidente, Pettinari avrebbe «trasformato la vicenda in un attacco personale».

