Tre morti in 24 ore in città Controlli, 480 denunciati

Truffatori in azione nelle case con la scusa del tampone, è caccia a una coppia
PESCARA. Coronavirus, anche Pescara piange i suoi morti. Tre, nelle ultime 24 ore. L'ultimo ieri insieme ai quattro, uno per ciascuna località, di Montesilvano, Loreto Aprutino, Penne e Collecorvino.
DOLORE E MORTE Un'altra giornata nera per la città e l'intera provincia che si lista sempre più a lutto col passare delle ore. Dolore e morte a cui si aggiungono i 166 ricoverati negli ospedali della Asl: 25 al San Massimo di Penne (21 in Medicina e 4 in Rianimazione) e 141 al Santo Spirito di cui 127 in Terapia intensiva.
PAZIENTI TRASFERITI All'ospedale di Pescara non ci sono più posti in Rianimazione. Un paziente è stato trasferito all'Aquila, il secondo in pochi giorni, e un altro no Covid spostato all'ospedale di Popoli. Al Santissima Annunziata di Chieti, dove ci sono ancora posti disponibili, sono stati trasferiti una ventina di malati Covid.
ATTI DI SCIACALLAGGIO Non mancano, in questi giorni di flagello, atti di vergognoso sciacallaggio su tentativi di effettuare tamponi a domicilio da parte di persone senza scrupoli. Accade a Moscufo. L'allarme è del sindaco Claudio De Collibus che sui social invita la popolazione a non fidarsi di «due persone, un uomo e una donna che girano a bordo di una Opel Mokka di colore bianco, che cercano di entrare nelle case con la scusa di fare i tamponi per il coronavirus. Non è vero e non aprite a chi non conoscete, e soprattutto, restate a casa. Ho inoltrato la segnalazione ai carabinieri».
CONTROLLI SERRATI Proseguono serrati i controlli da parte delle forze dell'ordine. Posti di blocco in città e pattuglie dei carabinieri, polizia, polizia municipale e Finanza presidiano ogni angolo di Pescara, sempre più deserta dopo gli ultimi appelli a «restare a casa» del sindaco Carlo Masci impegnato, con i vertici sanitari, a cercare strutture da trasformare in Covid hospital. Ispezionati, due giorni fa, anche il palasport di via Rigopiano e il padiglione Becci al porto turistico, abbastanza capienti per ospitare tanti malati.
ZONA ROSSA SPECIALE Dopo gli appelli del sindaco di Pescara, Carlo Masci, anche altri amministratori della Val Tavo invocano la zona rossa sui propri territori a causa dei contagi. Inarrestabili, come le morti, in queste ultime ore. Uno scenario apocalittico.
Qualche giorno fa è stata la volta del sindaco di Pianella, Sandro Marinelli, che ha chiesto la chiusura dell’ospedale di Penne, ritenuto il focolaio per eccellenza dei contagi nell’area vestina. Oggi è il vice sindaco di Montebello di Bertona, Emanuele Pavone, a pregare per una zona rossa speciale.
Per l’amministratore di Montebello è «una questione di vita o di morte».
«Non è più tempo di attendere, è necessaria una svolta», scrive sui social Pavone che si appella al presidente della Regione Marco Marsilio, all’assessore alla Salute Nicoletta Verì e al senatore Luciano D’Alfonso, «in questi giorni ho visto e sentito sindaci e assessori di Civitella, Farindola, Villa Celiera, e Penne a cui abbiamo portato mascherine e tute per la prima assistenza. Siamo tutti allo stremo». L’invito è a fare presto: «I numeri dei contagi sono ormai esagerati per il nostro territorio e non possiamo permettere di allargare ulteriormente l’area del contagio. Creare la zona rossa speciale è assolutamente una questione di vita o di morte per tutti noi, perché nessuno è al sicuro con questo virus».
DENUNCE E ARRESTI Dal 10 al 21 marzo, tra Pescara e provincia, le forze dell'ordine hanno effettuato 4 arresti per diversi reati, quasi 7mila (6.682) le persone controllate, 480 i denunciati: 446 per inosservanza dei provvedimenti governativi, 7 per false dichiarazioni a pubblico ufficiale o false dichiarazioni sull'identità personale, 27 per reati vari, oltre a 3.123 attività commerciali ispezionate e a 6 negozianti denunciati, tra cui un esercizio sospeso.
VIA LE TASSE Infine, Confartigianato imprese Pescara plaude all'iniziativa dell'amministrazione comunale pescarese di «interrompere l'applicazione del canone per l'occupazione del suolo pubblico a tutte quelle attività che hanno dovuto chiudere a causa dell'emergenza coronavirus».
Il grazie al sindaco Carlo Masci, all'assessore al Commercio, Alfredo Cremonese, e al presidente della commissione Finanze. Salvatore Di Pino, del direttore di Confesercenti, Fabrizio Vianale, che commenta: «Non bastava, infatti, rinviare i pagamenti, ma gli azzeramenti dovrebbero essere estesi anche a Tari e ad altri tributi».

