Tre persone in un appartamento di 50 metri

5 Maggio 2019

Disabile in carrozzella con moglie e figlio: senza ascensore non possiamo uscire, viviamo da detenuti

PESCARA. In un appartamento di 50 metri quadri vivono in tre, in via Passo della Portella 88/2: padre, madre e figlio. Ma il capofamiglia, Cesare Confalone, 77 anni, è su una sedia a rotelle, e per lui non è affatto semplice muoversi in quegli spazi angusti, dove c’è posto solo per l’indispensabile. Anzi, per agevolare un po’ gli spostamenti la moglie Adele, 75 anni, è stata costretta a dividere in due il letto matrimoniale nella stanza dove dormono: «Essendo piccolissima, è meglio avere due letti singoli». L’ideale sarebbe ottenere dall’Ater un appartamento più grande, ma ogni richiesta in questo senso è rimasta inascoltata.
«Siamo stati cacciati da via Lago di Borgiano da uno dei palazzi a rischio crollo», raccontano Adele e il figlio Nunzio. «Dopo aver trascorso 5 mesi dai parenti ci hanno assegnato questa casa. Inutile far presente che non era adatta alle nostre esigenze. Mi hanno risposto che non potevo pretendere una casa a piazza Salotto». E così hanno accettato l’alloggio dove vivono ora, suddiviso in due camere da letto (una per il figlio), una cucina e un bagno (pieno di umidità). «Qui dentro mi sento come una detenuta», dice ancora la donna che si trova a gestire da sola il marito invalido (le sue condizioni sono via via peggiorate). Non riesce «a farlo uscire di casa» se non in presenza del figlio, perché non c’è l’ascensore. E anche lei esce pochissimo, «se non per fare la spesa. L’unica cosa che faccio è affacciarmi alla finestra». Un sogno ce l’ha ed è quello di tornare in via Lago di Borgiano dove ci sono «degli alloggi vuoti, anche con l’ascensore». (f.bu.)