Tredicenne pestato per strada I genitori denunciano 3 coetanei

5 Novembre 2020

Il ragazzino, già preso di mira, è stato spinto e fatto cadere dalla bicicletta e preso a calci e pugni La famiglia: per fortuna un passante ha visto quello che stava succedendo e ha fermato gli aggressori

PENNE. È stato spintonato e fatto cadere a terra dalla sua bici e preso a calci e pugni alla mandibola, al torace e alle gambe.
Vittima dell’aggressione è un 13enne di Penne preso di mira da alcuni bulli suoi coetanei. «Sono addirittura più piccoli di nostro figlio, ma hanno agito in tre e senza motivo alcuno», raccontano i genitori del giovane, finito poi in ospedale con una contusione alla mandibola, al torace e al malleolo peroneale, refertata dal pronto soccorso del San Massimo con 8 giorni di prognosi. «L’aggressione», raccontano i genitori del 13enne, «è stata solo il culmine di una serie di atti intimidatori di bullismo che andavano avanti da tempo. Tutto è cominciato con prese in giro, poi si è passati ad insulti pesanti, finte di farlo cadere a terra quando passava vicino a loro». «Il pestaggio è avvenuto il 28 ottobre scorso. Nostro figlio si trovava insieme ad un suo amico con la bici lungo via Mario dei Fiori. All’improvviso, alla fine della strada, uno dei tre bulli ha sferrato un calcio alla ruota della sua bici e un altro gli ha dato un pugno al volto. Ha tentato di divincolarsi, ma dopo essere caduto, i tre hanno continuato a pestarlo con calci e pugni. Fortunatamente un signore ha visto quanto stava accadendo e ha fermato l’aggressione».
«Una volta tornato a casa», riprendono i genitori, «nostro figlio ci ha raccontato l’accaduto e così prima siamo andati in ospedale per farlo visitare e poi abbiamo sporto denuncia nei confronti degli aggressori».
Una denuncia per lesioni gravi è stata messa nero su bianco di fronte ai carabinieri della compagnia di Penne che si stanno ora occupando di effettuare le dovute indagini sul caso. «Non si può tacere quando accadono certe cose. Abbiamo voluto rendere pubblico quando sta vivendo mio figlio per sensibilizzare tutti: i genitori dei figli che subiscono atti intimidatori, ma anche i genitori dei bulli. Tutti amano i propri figli, è normale, ma è giusto riprenderli e metterli davanti alle loro responsabilità quando commettono errori», continuano ancora i genitori del ragazzino pestato. «Non osiamo immaginare come stia soffrendo dentro nostro figlio, così come accade a tanti altri bambini. Non è giusto». Fortunatamente l’aggressione non ha avuto conseguenze fisiche gravi. «Sarebbe potuto accadere qualcosa di molto più grave se nostro figlio avesse battuto violentemente la testa a terra o se fosse stato colpito proprio sull’occhio operato alla retina. Adesso forse saremmo a piangere. In questo momento vogliamo solo stare vicino a nostro figlio. Non auguro a nessuno di vivere questi momenti».
In base alle ultime indagini Istat sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, più del 50% degli 11-17enni riferisce di essere rimasto vittima, nei precedenti 12 mesi, di un qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento. Quasi uno su cinque (19,8%), dichiara di aver subìto azioni tipiche di bullismo una o più volte al mese. In circa la metà di questi casi (9,1%), si tratta di una ripetizione degli atti decisamente asfissiante, una o più volte a settimana.
«Anche a Penne», sottolineano i genitori del 13enne pestato, «possono accadere episodi simili. Non dobbiamo abbassare la testa e dobbiamo avere il coraggio di denunciare prima che accada qualcosa di veramente brutto».
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