Tredicesime più basse: è colpa dell’inflazione

19 Dicembre 2022

Le famiglie spenderanno di meno per i consumi e i regali delle festività Diminuite anche le prenotazioni in montagna per le settimane bianche 

Il Natale 2022 porterà in cassa 47 miliardi di tredicesime, oltre 2 miliardi in più rispetto a dicembre 2021. Conseguenza diretta dell'incremento del numero di occupati dipendenti. Soldi che, tuttavia, non basteranno a compensare i rincari. Confesercenti prevede, infatti, che buona parte della tredicesima sarà utilizzata per saldare le spese di luce e gas, per la rata del mutuo o il saldo dell’Imu della seconda abitazione. La parte rimanente, ben poca cosa, verrà utilizzata per consumi e regali natalizi. Pochissime le famiglie che potranno permettersi una vacanza sulla neve attingendo alla tredicesima, con forti ripercussioni sul settore del turismo montano.
TREDICESIMA IN BOLLETTE
Fino a qualche anno fa, la tredicesima veniva destinata prevalentemente a regali e vacanza natalizie, settimana bianca e week end sulla neve. A causa del caro energia, però, la quota destinata alle bollette quest'anno aumenterà del 47,1%, per un totale di quasi 15 miliardi: 5 miliardi in più del 2021 per un terzo dell’ammontare complessivo delle tredicesime, spiega Confesercenti. Secondo un’analisi di Odm Consulting «la perdita di potere d’acquisto netta 2022-2023 è di duemila euro: circa 1.500 nel 2022 e 500 nel 2023». Su 728 aziende analizzate, nel primo semestre 2022 si assiste a una lieve crescita delle retribuzioni rispetto al 2021 (+2,8%): aumenti che vengono completamente erosi dall’inflazione a due cifre e dal costo delle bollette, che assorbiranno buona parte della tredicesima.
ACQUISTI DI NATALE
Le tredicesime genereranno, comunque, almeno 20,6 miliardi per gli acquisti nel periodo delle feste. Una cifra in leggero calo rispetto ai livelli del 2021 (-1,8%), calcola Confesercenti. Di questi, 15,4 miliardi andranno sulle spese per casa e famiglia, mentre 5,2 miliardi ai regali di Natale. In media, quest’anno gli italiani spenderanno per i regali 197 euro, 39 euro in meno rispetto al 2021. Più decisa la diminuzione, invece, della parte di tredicesima che verrà destinata al risparmio: poco più di 10 miliardi, -19,2% (-2,4 miliardi) rispetto al 2021. Per Confesercenti, lo scenario resta «carico di incognite: caro bollette e inflazione record riducono il potere di acquisto delle famiglie, costrette così ad affrontare il periodo natalizio con un budget condizionato da prezzi e spese fisse».
CITTà PIU' CARE
Niente a che vedere, tuttavia, con quanto si spendeva prima della grande crisi del 2008-2009, quando per i regali natalizi gli italiani facevano acquisti per 18/19 miliardi di euro. La contrazione registrata negli ultimi anni è dovuta, in parte, al fatto che molti acquisti natalizi sono stati anticipati a novembre, approfittando del "black friday". Tendenzialmente, anche quest’anno i generi alimentari dovrebbero confermarsi la tipologia di regalo natalizio più gettonato, fatto salvo l’effetto inflazione sul carrello della spesa, seguiti da giocattoli, prodotti tecnologici, libri, abbigliamento, scarpe e articoli per la cura della persona. L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita e all'aumento dei prezzi: l'Abruzzo figura al decimo posto della classifica, con un aumento di spesa per famiglia, sulla base dei dati Istat di ottobre scorso, di 2.573 euro l'anno e un tasso di inflazione al 12,9%. La Regione più cara è il Trentino Alto Adige, dove si registra un’inflazione all'11,9%, ovvero rincari fino a 3.092 euro su base annua. Segue Emilia Romagna, con un’inflazione al +12,5%, e Umbria, con un +12.7%.