Trema L’Aquila, la fuga in strada Scuole chiuse e verifiche in corso

23 Novembre 2023

L’allarme di pomeriggio: la prima scossa di magnitudo 3.6 a Roio, la seconda di 3.7 poco dopo a Lucoli Il sindaco Biondi: «Al momento non si registrano danni a persone o cose, solo tanta preoccupazione»

L’AQUILA. Il pavimento che balla sotto ai piedi. Lo sguardo al lampadario che si muove, le orecchie al suo tintinnio. Quindi l’attesa che finisca il terremoto, la ricerca di un posto sicuro in casa o al lavoro, il terrore che gli aquilani conoscono bene e che all’improvviso si ripresenta. Poi la fuga per le scale giù in strada, insieme a tutti i vicini.
Un terremoto come quello di ieri pomeriggio non si sentiva da anni all’Aquila e dintorni. Per trovare una scossa più forte con epicentro in città bisogna tornare al 3.8 del marzo 2018, ma questa volta le scosse sono state due e più in superficie.
La prima proprio dove si sprigionò la forza distruttrice del 2009, nella zona di Roio. La seconda a Lucoli. Tante le chiamate ai vigili del fuoco di cittadini allarmati. Dopo la paura, subito la reazione delle istituzioni: sono partite le verifiche. Anche nelle scuole: il sindaco Pierluigi Biondi le ha chiuse per la giornata di oggi.
LE SCOSSE E LA REAZIONE
Il report ufficiale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Ingv parla di due terremoti avvenuti in rapida sequenza. Il primo alle 17.52 con epicentro fuori dalla frazione aquilana di Poggio di Roio, con magnitudo di 3.6 e profondità di circa 13 chilometri. Il secondo esattamente 20 secondi dopo e poco distante, proprio sulla linea di confine che divide il comune dell’Aquila con quello di Lucoli: in questo caso magnitudo 3.7 e profondità di 10 chilometri.
«A seguito delle due scosse di terremoto che hanno interessato il territorio del capoluogo, si è riunita d’urgenza la conferenza dei dirigenti del Comune dell’Aquila convocata dal sindaco Pierluigi Biondi e dall’assessore alla Protezione civile Fabrizio Taranta», si legge nella prima nota diffusa dal municipio aquilano poche decine di minuti dopo le due scosse. «Dalle prime ricognizioni non sono emersi danni a persone o cose, come confermato anche dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, con cui il primo cittadino si è sentito nel pomeriggio».
SCUOLE CHIUSE E VERIFICHE
In serata si è tenuto un secondo vertice, questa volta in Prefettura e alla presenza di altre autorità. «All’esito dell’incontro, è stata decisa la sospensione delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado e dei servizi educativi per l’infanzia per la giornata di domani (oggi per chi legge, ndr), giovedì 23 novembre», si legge nella seconda nota del municipio, che ha anticipato di qualche minuto la firma dell’ordinanza in tal senso da parte del primo cittadino. «D’intesa con l’assessore Fabrizio Taranta, che ha partecipato alla riunione, a cui hanno preso parte anche le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e la protezione civile regionale, è stato stabilito unanimemente di prendere tale misura al fine di consentire una verifica dei plessi, a mero titolo precauzionale, per garantire la regolare ripresa delle lezioni».
E ancora sulle conseguenze del terremoto a persone ed edifici: «Al momento, come confermato da tutti i presenti, non ci sono danni a persone o cose, ma solo tanta comprensibile preoccupazione da parte degli aquilani. Nelle prossime ore daremo conto degli esiti delle verifiche».
Anche altri municipi del comprensorio aquilano hanno preso decisioni simili. Le scuole, per esempio, oggi resteranno chiuse in via precauzionale anche nel territorio comunale di Tornimparte, «al fine di consentire le opportune verifiche in seguito agli eventi sismici del pomeriggio», come ha scritto il primo cittadino Giammario Fiori ai suoi concittadini, diffondendo l’ordinanza sui social.
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