Tremila medici scelgono il presidente

Camici bianchi al voto da oggi a lunedì. Si rinnovano per 3 anni anche la commissione albo odontoiatri e i revisori dei conti
PESCARA. Il Consiglio uscente dell’Ordine dei medici, capitanato dal presidente di lungo corso Enrico Lanciotti, punta alla riconferma. Forte degli obiettivi raggiunti negli anni, intende proseguire il lavoro, assicurando agli iscritti «competente continuità operativa» e un «necessario vitale rinnovamento». Se in passato Lanciotti e la sua lista non hanno avuto avversari, stavolta non è così, ma il confronto elettorale non fa paura al presidente uscente, pronto alla sfida «sulle cose ancora da fare o da fare meglio, nell’interesse della categoria».
Promuovendo la sua ricandidatura, Lanciotti ha sperato di «non dover affrontare l’onda alta di un generale pervasivo disinteresse o, ancor peggio, di una vuota rottamazione a ogni costo», lanciando così un messaggio a chi parla della necessità di un cambiamento, come se in questa fase fosse obbligatorio.
L’entusiasmo ad andare avanti deriva dai risultati assicurati a medici e odontoiatri, elencati nella rendicontazione del triennio 2012-2014, sottolineando con soddisfazione alcuni primati pescaresi. La formazione guidata dal presidente uscente ha centrato «sette volte su sette l’obiettivo di superare il quorum elettorale in prima convocazione», il che vuol dire evitare la seconda convocazione e la lievitazione delle spese per il voto. E se è vero che nel tempo c’è stato un rinnovamento, che ha riguardato molto la componente femminile, è anche vero che «è stato mantenuto uno zoccolo duro a garanzia di esperienza e professionalità», e il Consiglio uscente va fiero del fatto che da due anni c’è un «equilibrio di genere», contando al proprio interno uomini e donne nella stessa misura. Un risultato, questo, che va «consolidato e garantito». Un altro dato di cui vantarsi è la quota obbligatoria di iscrizione all’ordine che è pari a 95,49 euro, congelata dal 2000. «E’ la più bassa d’Italia e, nonostante ciò, consente di coprire le spese per il funzionamento dell’Ordine e di promuovere iniziative per gli iscritti».
Per mantenere la quota a questo livello, il consiglio ha rinunciato a «gettoni, emolumenti e benefit per l’attività ordinistica e alle consulenze esterne». In più la sede di via dei Sabini è stata acquistata, è di proprietà dell’Ordine. Sono ormai 12 anni, poi, che «vengono garantiti eventi Ecm per la copertura dei crediti formativi» assicurando qualità e gratuità, e la frequentazione è stata elevata. Dal 2009 la Pec è gratuita per gli iscritti e il filo della comunicazione istituzionale tra Consiglio e professionisti è garantito da un sistema di messaggeria sms che assicura contatti in tempo reale, a cui si affiancano il sito, il notiziario e le bacheche.
Per chi ha bisogno dello sportello, invece, il giovedì c’è l’orario continuato (ore 10-17). Tra i capisaldi del Consiglio uscente, ci sono sempre stati «l’indipendenza e la libertà di pensiero», con riferimento alla politica e all’attività sindacale, tant’è che in questa tornata il vice presidente Antonio Natarelli, eletto in consiglio comunale, non è tra i candidati. La bocciatura degli uscenti è totale nei confronti di quelle «cordate sindacali e/o politiche per il rinnovo dei Consigli, perché sminuiscono il ruolo ordinistico creando pericolose sovrapposizioni e inopportuni fraintendimenti». Un «no all’occupazione dell’Ordine da parte del sindacato» arriva anche dalla componente odontoiatrica, soddisfatta della collaborazione che si è instaurata in questi anni sotto la guida di Lanciotti ed è pronta a rinnovarla.
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