Tremila pescaresi al lavoro in bici

23 Settembre 2018

Conteggio della Fiab tra le 7.30 e le 9.30: sono il 22 per cento in più del 2016

PESCARA. In bici a scuola o al lavoro: sono sempre di più i pescaresi che usano le due ruote la mattina. Lo dice, dati alla mano, Fiab Pescarabici che venerdì ha organizzato il conteggio dei ciclisti - come già fa da qualche anno ad eccezione di quello passato - tra le 7 e mezza e le 9 e mezza.
I volontari hanno contato in 16 punti nevralgici della città 3.266 persone che in quelle due ore hanno usato la bici per andare a scuola o al lavoro. Un numero che, confrontato a quello emerso dal conteggio del 2016 nelle stesse postazioni, in percentuale rappresenta un aumento medio del 22 per cento di ciclisti, aumento riscontrato decisamente in otto degli 11 punti di avvistamento. I maggiori incrementi si sono avuti sul lungomare in zona Madonnina (+87% con 222 ciclisti), in viale Regina Margherita (+66% con 300 ciclisti) e in piazza Pierangeli (+67% con 175 ciclisti).
Fa notare Filippo Catania, presidente di Fiab Pescarabici: «Il dato di viale Regina Margherita conferma che le bici aumenterebbero molto se si circolasse in modo più sicuro e siamo certi che, con la costruzione del cordolo che delimiterà la pista, il flusso potrà essere maggiore».
Interessante, secondo Catania, anche il dato di piazza Pierangeli, snodo cruciale per l’accesso all’ospedale: «L’amministrazione dovrà convincersi che il rifacimento della strada in quella zona non può prescindere da una corsia per le biciclette che ora non è prevista. Ci chiediamo ancora una volta come uno dei principali servizi del territorio non contempli l’accesso con le bici».
E infine: «Siamo certi che se avessimo maggiori risorse umane da dislocare più capillarmente conteremmo ancora più ciclisti», rimarca Catania, «anche se 3.266 in due ore ci sembra un numero sufficiente per indurre il Comune a riflettere su quanto Pescara possa far diminuire inquinamento e pericoli in città, limitando il traffico automobilistico e favorendo la mobilità ciclistica».
Tra i punti cittadini censiti dai volontari, l’incrocio via Ferrari-via Aremogna è apparso tra i più a rischio per i ciclisti. Anche qui, come sottolinea l’ex presidente Fiab Laura Di Russo, «la soluzione è una sola. Una pista ciclabile su quel tratto fino a via Arapietra».
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