Tribunale, dalla Regione in arrivo nuovi impiegati

21 Maggio 2016

Siglato l’accordo per sanare (in parte) la carenza organica a Palazzo di giustizia Entro giugno il trasferimento temporaneo del personale: ipotesi da 7 a 10 unità

PESCARA. Probabilmente non basteranno a sanare la cronica mancanza di personale nel tribunale di Pescara, ma le «sette-otto-dieci» unità, come ha annunciato ieri il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, che potrebbero arrivare nel giro di qualche mese dall’amministrazione regionale, rafforzerebbero certamente l’organico in dotazione.

Ieri mattina, infatti, nei locali del palazzo di giustizia, il presidente facente funzioni del tribunale, Angelo Bozza, e il presidente D’Alfonso hanno firmato un’intesa in cui si stabilisce «una forma di collaborazione nell’ambito delle strutture organizzative del territorio regionale per lo svolgimento delle attività relative alle competenze distrettuali connesse al Tribunale di Pescara».

In altre parole, la Regione entro 10 giorni pubblicherà un bando a cui potranno prendere parte i dipendenti della Regione che, per un periodo di nove mesi (rinnovabile per una sola volta), vorranno trasferirsi, rimanendo a carico della Regione, negli uffici del Tribunale. «Perlopiù», ha precisato il presidente Bozza durante l'incontro al quale ha preso parte anche il dirigente del tribunale Giulio De Nobili, «dovrebbero andare ad occupare ruoli di operatori e di segreteria». I tempi previsti per il trasferimento temporaneo di personale amministrativo dalla Regione al Tribunale, superano di poco il mese, visto che già verso la fine di giugno i nuovi ruoli intermedi potrebbero essere occupati.

«Sono contento», ha sottolineato Bozza, «visto che al momento ne siamo 80, mentre l’organico dovrebbe essere di cento». Un limite, quello delle dieci unità provenienti dalla Regione che però, come ha annunciato D’Alfonso, potrebbe anche essere superato, in quanto dipenderà dall’adesione del personale al bando che verrà emesso dalla Regione. Si tratta di un atto «non autoritativo», ha specificato D’Alfonso, riferendosi alla natura volontaria di un’eventuale partecipazione dei dipendenti della Regione al bando, e di «un’esaltazione delle opportunità».

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