Tribunale, partiti i lavori per rimuovere le lastre

13 Giugno 2018

PESCARA. È cominciata al tribunale di Pescara la rimozione delle lastre di marmo dalle facciate dell'edificio. Operazione di sicurezza, attesa da tanti anni, necessaria perché le lastre in marmo di...

PESCARA. È cominciata al tribunale di Pescara la rimozione delle lastre di marmo dalle facciate dell'edificio. Operazione di sicurezza, attesa da tanti anni, necessaria perché le lastre in marmo di Carrara previste ai tempi della costruzione si sono rivelate instabili. È ora possibile procedere alla sostituzione con lastre di dimensioni ed effetto analoghi, ma in grès porcellanato.
Ieri mattina, il sindaco Marco Alessandrini, il vice sindaco Antonio Blasioli e il dirigente del settore Lavori pubblici Giuliano Rossi hanno svolto un sopralluogo sul cantiere dove si sta provvedendo alla rimozione, che al momento interessa l'area interna al parcheggio degli avvocati.
«Tutto questo», dicono sindaco e vice sindaco, «è stato possibile grazie ad una storica transazione fra Comune di Pescara, il concessionario Consorzio Sapro e l'impresa esecutrice dei lavori Ati Astaldi spa (capogruppo mandataria), Matarrese spa, Salini costruzioni spa e Toto spa (mandanti).
Un'intesa siglata a fine inverno, che ha posto la parola fine relativa a un contenzioso che durava da vari decenni sui lavori di realizzazione del palazzo di giustizia di Pescara e ha reso possibile la manutenzione e il completamento che sono attualmente in corso».
«Sarà un lavoro impegnativo, perché queste ricoprono l'intero edificio e l'Ati procederà per lotti da mille metri quadrati», fanno presente Alessandrini e Blasioli, «al momento una buona parte ha già una destinazione: circa 1.400 metri quadri verranno subito impiegati come pavimentazione della passeggiata della riviera di Porta Nuova, attualmente in corso di lavorazione, altri 2.000 per la riqualificazione che presto verrà avviata su viale Regina Elena e altre, infine, saranno vendute ai soggetti che hanno manifestato interesse. Si tratta di due privati residenti a Chieti che hanno richiesto due lotti sempre da 1.000 metri quadrati l'uno, per un ammontare di 47.680 euro». Il lavoro sul palazzo procederà in progress: si provvederà quindi alla rimozione e progressiva risistemazione delle facciate.
«Abbiamo chiesto semplicemente un'accelerazione in fase iniziale», precisano Alessandrini e Blasioli, «per poter procedere al riutilizzo sui cantieri, ma poi sarà un lavoro composito». «Ricordiamo», concludono, «che l'accordo firmato a fine inverno comporterà un risparmio per l'ente di 2.602.012 euro, oltre a risparmi di scala che derivano dal reimpiego della pietra per la pavimentazione di marciapiedi da rifare. Una vicenda che si chiude davvero a vantaggio della città».
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