Tribunale, si riparte il 25 maggio Processi solo con pochi imputati

Varato da magistrati e avvocati il protocollo per lo svolgimento delle udienze penali fino al 31 luglio Fasce orarie per le attività davanti a gip e gup. Udienze con i detenuti in videoconferenza o da remoto
PESCARA. Dopo quello del settore civile, che riguardava tutto il distretto abruzzese, ieri è stato varato anche il protocollo per lo svolgimento delle udienze penali relativo al solo Tribunale di Pescara. Un protocollo sicuramente equilibrato, ma fortemente condizionato dall'attuale situazione epidemiologica e dal rispetto delle misure di sicurezza imposte al momento fino al 31 luglio prossimo.
LA RIPRESA Si riparte operativamente dal 25 maggio e i sottoscrittori del documento, dal presidente del tribunale Angelo Mariano Bozza, dal procuratore Massimiliano Serpi, dal presidente dell'Ordine degli avvocati Giovanni Di Bartolomeo, dal vice presidente della Camera Penale, Massimo Galasso e dal delegato dell'associazione dei difensori d'ufficio, Maria Croce, hanno fatto il possibile per far ripartire l'attività nel pieno rispetto delle regole dettate dal coronavirus.
Sarà naturalmente una ripresa graduale, condizionata anche dalla minore presenza del personale di cancelleria (a casa per ferie arretrate o per motivi quarantena o altro) e dal processo di sanificazione dei locali che si sta completando, e che per la struttura pescarese (la più moderna di tutto l'Abruzzo) ancor più delicato per la struttura pescarese che non ha la possibilità di aperture dirette all'esterno dell'edifico (nessuna finestra, ma solo impianti di aerazione).
RINVII D’UFFICIO Dal 25 maggio verranno rinviati d'ufficio i procedimenti fissati a partire dal 12 maggio (che era la data fissata originariamente per la ripresa) solo per motivi tecnici di notifiche. Ma l'attività dibattimentale comincia comunque dal 25 maggio sia per le udienze del monocratico sia per quelle del collegiale. Il primo, che aveva dei ruoli più corposi, è la più complessa e quella che necessità di regole ferree per evitare contatti ravvicinati tra le persone. Nelle aule del monocratico saranno trattati processi con non più di 2 imputati (non gravati da misure cautelari), mentre nel collegiale gli imputati possono salire a 6, sempre se non ci sarà attività istruttoria da svolgere (e quindi le prime udienze, processi privi di istruttoria orale perché già ultimata e le discussioni); e poi si terranno i processi con riti alternativi; processi di appello alle sentenze del giudice di pace; di riesame o appello avverso misure cautelari; misure di prevenzione; procedimenti di esecuzione.
NO DETENUTI Il protocollo non prevede, così come disciplina la norma in fase emergenziale, la presenza del detenuto i cui procedimenti verranno trattati da remoto o, in mancanza di consenso dell'imputato, in videoconferenza. Nei procedimenti per i quali si procederà in udienza, gli avvocati si impegnano a evitare, ove possibile, l'intervento delle parti private avvalendosi di procure speciali. Per quanto riguarda le attività di gup e gip si terranno nelle aule del tribunale, ma con chiamate dei processi a fasce orarie e con l'ingresso degli interessati limitato all'ora di convocazione. Previsti rinvii d'ufficio per processi che non possono essere trattati in relazione al numero delle parti, o condizionati all'assunzione di prove orali, così come quelli per incidenti probatori con audizioni protette o ricognizione di persone.
POCHI IMPUTATI Anche qui si terranno processi con massimo di due imputati e per le udienze camerali fino a 3 imputati. Dal primo luglio e fino alla sospensione feriale, in aggiunta a tutti i procedimento consentiti dal protocollo, saranno trattati i udienza tutti i processi per i quali gli imputati siano gravati da misure cautelari, indipendentemente dal numero degli imputati e delle parti civili. Per quanto riguarda la sicurezza sanitaria, misure di prevenzione (mascherine e guanti) previste per tutti: utenti, giudici e personale amministrativo. Davanti all'ingresso delle aule sul pavimento saranno apposti segnalatori di rispetto della distanza, così come in aula saranno previste postazioni fisse per ciascuna delle parti, nonché percorsi obbligati per entrare e uscire dalle aule. «Come Camera penale», afferma il vice presidente Galasso, «abbiamo partecipato a tutti i lavori che hanno portato alla condivisione di questo protocollo, nel rispetto di tutte le cautele che l'emergenza sanitaria ci impone, ribadendo però la nostra assoluta contrarietà a ipotesi di processo da remoto. Il momento è dei più difficili, ma questo protocollo aiuterà nella ripresa della giurisdizione con regole certe e condivise».

