Tribunali minori, c’è la legge per salvarli

Approvazione unanime in commissione. Angelosante (Lega): così eviteremo la soppressione delle sedi
AVEZZANO. Il primo passo verso la salvezza definitiva dei tribunali minori è fatto. Il progetto di legge sulla nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero è stato infatti approvato all’unanimità dalla prima commissione consiliare "Bilancio, Affari generali e istituzionali" presieduta dal consigliere regionale Vincenzo D’Incecco (Lega). Questo progetto di legge prevede che siano gli enti locali a farsi carico delle spese di gestione e manutenzione delle strutture a rischio, in particolare Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano. Ora manca il secondo passo, quello dell'approvazione in consiglio che, dopo l'ok all'unanimità in commissione è cosa fatta. Ciò avverrà nella prima seduta utile, probabilmente quella di settembre. Il terzo step, però, dovrà farlo il Parlamento, che dovrà accogliere l'iniziativa regionale. «Sono soddisfatto della collaborazione con le opposizioni circa questo provvedimento volto a salvare i tribunali che verrà portato in consiglio, a settembre», ha affermato D'Incecco, «il governo non potrà che prendere atto della univoca volontà espressa dalle forze politiche». L’obiettivo è la cancellazione del comma 4 bis, che dà facoltà al ministro della Giustizia di stipulare convenzioni sperimentali per il mantenimento di sedi giudiziarie, sostituendolo con un altro comma mirato a obbligare il ministro ad aprire la porta a tutte le Regioni intenzionate a compartecipare alla spesa. Quindi non più una facoltà ma un obbligo.
«Ci tenevo particolarmente a questa iniziativa», ha dichiarato il primo firmatario del progetto di legge, Simone Angelosante (Lega), «sono orgoglioso ed emozionato per il quid pluris costituito dal voto unanime che fungerà da volàno nel passaggio obbligatorio in Parlamento. Ringrazio i miei colleghi del gruppo per aver dato aperture a tutte le forze politiche presenti in consiglio. Così eviteremo la soppressione delle sedi». Secondo D’Incecco e la commissione Bilancio, la geografia giudiziaria deve portare a un riequilibrio territoriale con il fine di ottenere degli uffici più efficienti e garantire diversi presidi di legalità in Abruzzo. L'iniziativa è il segnale che la riorganizzazione della macchina giudiziaria deve tener conto delle legittime esigenze dei cittadini e non può basarsi sulla ricerca di un mero risparmio che va a tagliare la spesa sull’efficienza della giustizia. (p.g.)
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