Trisi, affare da un milione con un privato

5 Aprile 2015

Maragno vuole affidare l’impianto sportivo ma la procedura è già in ritardo, prorogata la gestione all’Azienda speciale

MONTESILVANO. La giunta Maragno si è riunita il primo aprile scorso, e non è uno scherzo, per parlare del futuro del centro sportivo Trisi. E la strada da percorrere, secondo sindaco e assessori di centrodestra, è la stessa già esplorata dall’ex sindaco di centrosinistra Attilio Di Mattia che però, sfiduciato, non è riuscito a percorrere fino in fondo: un accordo con i privati per l’«ampliamento e la gestione» del centro donato al Comune dal farmacista mecenate Francesco Trisi, scomparso all’età di 82 anni il 24 luglio 2010. Quella del centro affidato e rilanciato dai privati è soltanto un’idea: «L’iter amministrativo per l’attuazione di tale programmato intervento è ancora nella fase embrionale», dice la delibera. Non sarà facile e non sarà veloce trovare un imprenditore disposto a investire «un milione di euro» nella struttura di via San Gottardo: i documenti che dovevano essere pronti per il 31 dicembre scorso non lo sono ancora e, per questo, la giunta ha prorogato di un anno la convenzione con l’Azienda speciale per i servizi sociali, che nel 2013 è subentrata al Considan, lasciandosi aperta la porta di un’altra «proroga o rinnovo». Ancora prima di partire, l’iter è già in ritardo.

Con la gestione in mano al Considan, l’ente in perenne liquidazione da più di 6 anni, il centro gestito senza traccia di criteri imprenditoriali è stato in grado di chiudere il bilancio con un più 100 mila euro. Ora, con la gestione dell’Azienda speciale, le cifre sono rimaste quasi le stesse. Ma è chiaro che Trisi può fare affari: è una cittadella dello sport con 8 campi coperti e 7 scoperti, un bocciodromo, un bar (chiuso), sala biliardo chiusa, palestra con macchinari di ultima generazione che nessuno può usare perché la stanza è troppo piccola.

Un impianto comunale, Trisi, che si aggiunge al Palaroma, al Palasenna, allo stadio Speziale di via Foscolo, allo stadio Mastrangelo e all'antistadio di via Senna con i lavori di un nuovo manto di erba sintetica già programmati. Montesilvano città dello sport? È questa l’idea dell’assessore al Turismo Paolo Cilli. Cioè intercettare il turismo sportivo, sogno accarezzato tra il 2004 e il 2006 dall’allora sindaco Enzo Cantagallo con l’arrivo della Nazionale, maggiore e under 21: «La nostra idea», dice Cilli, «è sempre quella di trovare un privato che possa migliorare e gestire l’impianto visto che c’è la possibilità di fare nuovi campi, aprire un ristorante, una palestra». C’è scritto anche sull’ultima delibera: con il bilancio 2014 è stata «confermata la volontà dell’amministrazione di realizzare un consistente intervento di ampliamento del centro sportivo che qui ci occupa, con l’inserimento nell’elenco annuale 2014 dell’intervento di ampliamento e ristrutturazione centro sportivo Trisi, per l'importo di un milione di euro da finanziarsi mediante l’apporto di capitale da privati». Impegnare i soldi degli altri, però, è facile in teoria e non nella pratica. Cilli riflette: «Sono convinto che dobbiamo puntare al turismo sportivo: il nostro interesse non deve essere solo incamerare risorse con l’affitto dei campi ma portare persone nelle attività della città, dagli alberghi ai bar e ai ristoranti. Montesilvano può essere la meta delle squadre che hanno bisogno di luoghi per fare la preparazione oppure un punto di riferimento per i tornei giovanili. Per realizzare questo obiettivo, però, forse sarebbe più facile se la gestione fosse dell’Azienda speciale. La spinta imprenditoriale di un privato, che vuole fare affari con i campi, potrebbe essere un freno a una politica di più ampio respiro».

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