Trisi, oggi lo scontro in consiglio Il Pd contro Masci e 4 assessori

Al centro della seduta comunale in programma alle 11, i rapporti del dirigente arrestato con la politica L’opposizione denuncia: «Trattamenti diversi in municipio, sanzionati altri responsabili ma lui no»
PESCARA. Due lettere firmate da un assessore, ad appena 5 giorni di distanza, per protestare contro il comportamento di un dirigente e chiedere al direttore generale del Comune di intervenire «con estrema sollecitudine». Un invito raccolto, tanto che a quel dirigente è stata comminata la sanzione della sospensione per 15 giorni con privazione dello stipendio. Il caso, risalente all’anno scorso, torna di attualità oggi: con un’interrogazione che sarà discussa nel consiglio comunale che si aprirà alle ore 11, il Pd denuncia una eventuale disparità di trattamento con Fabrizio Trisi, dirigente ai Lavori pubblici fino all’arresto del 12 giugno scorso nell’inchiesta “Tana delle tigri” su appalti del Comune, tangenti e spaccio di cocaina. È la terza volta in un mese che il caso Trisi approda in consiglio e anche oggi sarà uno scambio di accuse tra opposizione e maggioranza di centrodestra. Dal giorno dell’arresto di Trisi – l’ex dirigente è ancora ai domiciliari –, il Pd invoca le dimissioni del sindaco Carlo Masci di Forza Italia per il vincolo di fiducia che lo legava a Trisi: l’architetto, già dirigente con Albore Mascia e con il centrodestra a Pianella, era di certo vicino a Forza Italia tanto da pubblicare sulla sua pagina Facebook le foto delle gite in bus per partecipare alle manifestazioni del partito a Roma e le foto della campagna elettorale di Masci. Oggi a rispondere al capogruppo Pd Piero Giampietro sarà proprio il sindaco.
Ma il Pd, stavolta, prova ad allargare il cerchio e a tirare in ballo anche gli assessori Luigi Albore Mascia (Lavori pubblici), Adelchi Sulpizio (Manutenzione) e Patrizia Martelli (Sport), oltre a Maria Rita Carota (Cimiteri e Cultura) che è l’autrice delle lettere riservate in cui si contestava il comportamento del dirigente sulle pratiche per i cimiteri, accertato poi dal direttore generale Pierluigi Carugno con la formula della «condotta inadempiente». Il Pd si chiede: perché a questo dirigente è stata comminata una sanzione mentre lo stesso non è stato fatto per Trisi, nonostante le «numerose segnalazioni» fatte proprio dal Pd con una lettera riservata a Masci? La presa di posizione del Pd si poggia su una dichiarazione del sindaco nel consiglio del 26 giugno scorso, il primo sul caso Trisi: «Il sindaco non aveva alcun potere di intervenire sul dipendente comunale (Trisi) come prevede la legge Bassanini; nessun sindaco poteva intervenire in nessuna situazione». Riportando proprio questa dichiarazione testuale di Masci nell’interrogazione, il Pd torna all’attacco e chiede «se risultano da parte del sindaco o degli assessori ai Lavori pubblici, Manutenzione e Impianti sportivi azioni nei confronti del dirigente Fabrizio Trisi». È una domanda retorica che mira ad alzare il livello dello scontro politico: manca un anno alle elezioni comunali e il caso Trisi sarà un punto fermo della campagna elettorale. «In caso di assenza di richieste similari, anche alla luce delle numerose segnalazioni giunte formalmente dai gruppi di minoranza», il Pd domanda «se il sindaco e gli assessori competenti, per quanto concerne le deleghe di cui sono titolari, ritengano che i risultati dell’azione del dirigente ai Lavori pubblici, alla Manutenzione e allo Sport Trisi, ad eccezione dei casi oggetto di indagine, non necessitasse la richiesta di attivazione delle procedure regolamentari presso la direzione generale o l’ufficio Procedimenti disciplinari, come avvenuto invece per l’altro dirigente».

