Troppe infrazioni con le bici I vigili pronti a fare le multe

La polizia municipale detta le regole di comportamento per i cittadini che vanno con le due ruote Obbligatorie le piste ciclabili, sanzioni fino a 160 euro per chi circola con il telefonino all’orecchio
PESCARA. Anche per gli amanti delle due ruote esistono regole di comportamento sia sulle piste ciclabili sia sulle strade cittadine. I ciclisti, come gli automobilisti e i pedoni, devono rispettare il codice della strada. Non hanno solo diritti, ma anche doveri. Lo dicono a chiare lettere fonti del comando della polizia municipale (che conta 140 vigili in carico e 30 stagionali, di cui 40 vigilesse, 10 distaccati in procura, 70 sulle strade e i restanti impegnati in altri servizi)che spiegano quali sono le norme a cui i ciclisti devono attenersi e a quanto ammontano le sanzioni previste per gli indisciplinati. Il casco non è obbligatorio. La regola numero uno è che laddove non c’è una pista ciclabile sul tracciato scelto, bisogna percorrere il margine destro della carreggiata nel senso di marcia delle automobili. Non si procede affiancati, ma in fila indiana per non disturbare gli automobilisti ma anche per maggiore sicurezza personale. Se, invece, esiste una pista ciclabile, i bikers devono imboccarla obbligatoriamente, pena 41 euro di multa. Sulle ciclabili non esiste limite di velocità, ma non si corre come siluri, si va ad andatura regolare.
Anche se sono promiscue, il pedone ha sempre la precedenza. Sulle intersezioni della strada parco, pedoni e ciclisti hanno la precedenza: i veicoli devono fermarsi agli stop o sulle piattaforme rialzate. Dove non c’è segnaletica è fatto obbligo agli automobilisti di rallentare e fermarsi. L’omessa precedenza, o il passaggio ai semafori rossi, è sanzionabile con 163 euro e la decurtazione di 5 punti (solitamente tra 20 e 30) sulla patente.
Un altro salasso, 161 euro, li rischia chi pedala con una mano sul manubrio e l’altra con telefonino all’orecchio. Oppure se ascolta musica con entrambi gli auricolari che non consentono di avvertire il pericolo sulla strada. La scorretta abitudine di pedalare sui marciapiedi, o sotto i porticati, in presenza di una ciclabile, può costare 41 euro di multa. Stessa cifra per chi viaggia contromano, ad esempio imbocca una strada con accesso vietato, con le vetture che arrivano dal senso di marcia opposto.
Percorrere le piazze in bici non si potrebbe, perché sono considerate percorsi pedonali, salvo diversa disposizione dell’ente proprietario della strada, in molti casi, il Comune. Altra pessima abitudine è abbandonare i rottami di bici dove capita, soprattutto sulle aiuole. In questo caso la multa di 25 euro se si riesce a rintracciare i proprietari dei mezzi sgangherati che vengono raccattati dalla polizia municipale, caricati sui furgoni e affidati ad Attiva che smaltisce i relitti di bici come rifiuti speciali; 25 euro a chi percorre in bici le strisce pedonali: in questo caso si scende dal mezzo e si trascina a mano. Stessa cifra per chi attacca le bici ai pali ma spesso accade perché non ci sono sufficienti rastrelliere nei paraggi; per chi si fa trainare o condurre animali; per chi trasporta bimbi over 8 anni e 24 euro per chi viaggia di notte senza dispositivi di illuminazione.

