Troppi contagi in città: tamponi a tutti a fine mese

La città tra i comuni del Chietino a rischio, ieri riunione in remoto con il prefetto Il Comune mette a disposizione i locali del Padovano e dell’ex Omni. Poi le scuole
FRANCAVILLA. Non è ancora ufficiale, ma la data per l’inizio dello screening di massa a Francavilla, così come in quasi tutta la provincia di Chieti, dovrebbe essere quella dell’ultimo fine settimana del mese, vale a dire 30 e 31 gennaio. È questa la notizia principale emersa durante la videoconferenza di ieri mattina alla presenza del prefetto di Chieti Armando Forgione, Regione, Asl e sindaci degli otto comuni attenzionati nell’intera provincia, tra cui il primo cittadino di Francavilla, Antonio Luciani, accompagnato dal comandante della polizia municipale Fabio Torrese.
Da qualche giorno, infatti, la curva del contagio in città è tornata a crescere, tanto che con gli ulteriori 4 casi avuti ieri il numero degli attualmente positivi arriva a quota 48, su un totale di 419 positivi registrati durante la seconda ondata del virus. Nel corso dell’incontro sono state illustrate le linee guida dello screening di massa, per il quale il Comune ha fatto sapere di aver messo a disposizione sia i locali del Padovano che quelli dell'ex Omni. Proprio per questo è probabile che la scelta per allestire il punto in cui svolgere i test ricadrà su uno di questi due punti, tenendo conto che, sul territorio, la Asl dispone anche del distretto sanitario. Non si esclude che le aree adibite ai tamponi rapidi possano essere più di una, ma maggiori indicazioni arriveranno nei prossimi giorni. A Francavilla, su una popolazione di circa 25mila abitanti, l’obiettivo fissato dagli organizzatori è quello di testare almeno 7mila persone. C’è poi una popolazione scolastica di oltre 2mila studenti, a cui gli operatori della Asl stanno pensando di dedicare i giorni feriali della prima settimana di febbraio, con l’ipotesi di andare direttamente nelle scuole. Durante l’incontro, i sindaci sono stati invitati a controllare l’operato dei medici di base, la cui richiesta di tamponi fin qui è risultata troppo bassa. L’appunto però non è piaciuto a Luciani, che con una nota ha espresso tutto il suo dissenso: «Sono preoccupato. La riunione ha avuto il preciso compito di redarguire i primi cittadini dei comuni attenzionati perché i medici di base richiedono pochi tamponi. In pratica un sindaco, senza alcun dato di medicina generale, dovrebbe sollecitare un dipendente della Asl di Chieti. Sempre ai sindaci poi, sarebbe affidato il successo dello screening in base alla risposta dei cittadini. Trovo surreale vedermi ripreso su un argomento sul quale non sono mai stato coinvolto, nonostante da marzo sia in prima linea. Inoltre abbiamo da tempo forniti locali idonei alla Asl, con la promessa a oggi non mantenuta della riapertura del consultorio. I posti non mancano e non appena riceveremo maggiori informazioni dalla Asl provvederemo a mettere insieme la migliore organizzazione possibile».

