«Troppi reati provocati dalla droga, serve una svolta»

14 Settembre 2015

PENNE. La morte violenta di Gabriele Giammarino fa emergere ancora una volta l’esigenza di trovare una soluzione efficace a contrastare il fenomeno droga a Penne. Ad uccidere il maresciallo in...

PENNE. La morte violenta di Gabriele Giammarino fa emergere ancora una volta l’esigenza di trovare una soluzione efficace a contrastare il fenomeno droga a Penne. Ad uccidere il maresciallo in pensione, infatti, pare sia stato un tossicodipendente. «La nostra zona purtroppo da molti anni ha un serio problema legato al consumo di sostanze stupefacenti», conferma l’assessore al Sociale del Comune di Penne, Margherita D’Agostino. «La chiusura del Sert in via Caselli alcuni anni fa, a mio avviso, ha ridotto la soglia d’attenzione su questa problematica che, purtroppo, in realtà, è ancora assai presente. Occorre far qualcosa per fermare o quantomeno ridurre il disagio sociale che, purtroppo, soprattutto i più giovani sfogano nell’uso di alcol e droga».

Il fenomeno del consumo di stupefacenti nell’area vestina ha sempre mantenuto picchi elevati. Nel maggio del 2014, ad esempio, una maxi operazione antidroga, denominata Gold Market, portò a incastrare diversi giovani dell’hinterland pennese che commettevano abitualmente furti in abitazioni per poi rivendere monili d’oro e preziosi per acquistare la droga. In totale furono ben 74 i ragazzi segnalati come abituali assuntori di droga nel territorio dell’area vestina.

Un fenomeno quello droga che spesso, dunque, scatena rapine e furti e che, come nel caso che ha portato la morte di Giammarino, può degenerare in qualcosa di ben più grave.

Il delitto di Giammarino, scaturito probabilmente da una rapina finita in tragedia nel tentativo di trovare dei soldi, inevitabilmente riaccende i riflettori sull’importanza per le istituzioni locali di combattere il proliferare del fenomeno droga a più livelli. (f.bel.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA