Trovata morta in casa, marito sentito in caserma

20 Agosto 2024

Nuova tornata di interrogatori per fare luce sulla tragica fine di Lorena Paolini L’imprenditore ascoltato per la seconda volta come persona informata sui fatti

ORTONA. Nuova tornata di interrogatori nell’inchiesta per omicidio aperta dalla procura di Chieti sulla morte di Lorena Paolini, la cinquantatreenne trovata senza vita nella sua casa di Ortona con un solco sul collo. Ieri pomeriggio, per la seconda volta in due giorni, è stato ascoltato nella caserma dei carabinieri, come persona informata sui fatti, anche il marito della donna, l’impresario funebre Andrea Cieri: di rientro da un funerale, è stato lui a lanciare l’allarme, intorno all’ora di pranzo di domenica, riferendo di aver rinvenuto la moglie agonizzante sul divano, al primo piano della villa trifamiliare di strada Sant’Elena, nella zona artigianale, non lontano dal casello dell’autostrada A14. Il fascicolo, affidato al sostituto procuratore Giuseppe Falasca, è al momento a carico di ignoti.
IL VERTICE IN PROCURA
Intorno alle undici di ieri mattina, negli uffici della procura della Repubblica di Chieti, in via Spaventa, è iniziata una riunione tra il pubblico ministero e i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ortona. Magistrato e investigatori si sono trattenuti a lungo per tracciare un primo punto della situazione dopo il sopralluogo di domenica pomeriggio, andato avanti per ore nell’abitazione in cui è stato trovato il cadavere di Lorena, casalinga e madre di due figlie adolescenti. La presenza di segni evidenti sul collo della vittima aveva insospettito fin dall’inizio gli operatori del 118. Da qui l’intervento immediato dei militari dell’Arma. I successivi accertamenti, in primis l’ispezione cadaverica da parte del medico legale Cristian D’Ovidio, docente dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara, hanno portato a escludere una morte per cause naturali, considerando i segni da probabile strangolamento.
IL SOPRALLUOGO
Così come è apparsa poco credibile l’eventuale pista del gesto estremo, alla luce della scena che si sono trovati davanti gli investigatori, nonché dell’assenza di appigli evidenti, all’interno dell’appartamento, che la donna potrebbe ipoteticamente aver utilizzato per togliersi la vita. Due lutti avevano segnato negli ultimi periodi la cinquantatreenne: la morte della madre, poco più di un anno fa, e quella della suocera, venuta a mancare di recente, che lei aveva assistito con amore, facendo anche le notti in ospedale. Ma nessuno ha mai notato campanelli d’allarme tali da poter far pensare, anche lontanamente, a una volontà di farla finita da parte della donna. Peraltro, sul profilo Instagram della vittima, sono ancora presenti messaggi in cui esprimeva soddisfazione per la sua vita con frasi del tipo: «Esprimi un desiderio... Io desidero quello che ho».
NUOVI INTERROGATORI
Nel pomeriggio di ieri, nella caserma dei carabinieri di Ortona, in via Roma, davanti al pubblico ministero Falasca, sono stati nuovamente ascoltati i parenti della vittima, tra cui il marito e le figlie, che hanno affidato il loro dolore a immagini e pensieri pubblicati su Instagram (vedi l’articolo accanto). Al momento del ritrovamento del corpo senza vita, una delle ragazze era presente in casa, nello specifico si trovava nella sua stanza. Ma la giovane non avrebbe sentito nulla di sospetto nei minuti precedenti. Lo stesso discorso vale per i vicini. Ora l’obiettivo degli investigatori è ricostruire nel dettaglio le ultime ore di vita di Lorena. Il marito ha raccontato che, quando è uscito di casa per andare a un funerale, lei stava stirando. Sempre ieri, i militari hanno raccolto anche la testimonianza degli operatori del 118 che, per lungo tempo, hanno tentato di rianimare la donna. Ma la gravità del quadro clinico della cinquantatreenne è stata superiore ai loro sforzi.
I SIGILLI
La casa di strada Sant’Elena resta sotto sequestro: non è da escludere che i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Chieti, dopo quello effettuato domenica fino a sera, vi possano tornare per un nuovo sopralluogo e per compiere ulteriori acquisizioni di materiale oltre a quello già prelevato.
L’AUTOPSIA
Sarà il medico legale D’Ovidio, probabilmente a metà settimana, a eseguire all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti l’autopsia per accertare con precisione i tempi e le cause del decesso e, di conseguenza, mettere i primi punti fermi nella vicenda. L’incarico dovrebbe essere affidato dal pubblico ministero nella mattinata di giovedì, ma certezze sulla data non ci saranno prima di oggi.
CITTà SOTTO CHOC
A Ortona la notizia della morte di Lorena ha destato soprattutto incredulità e sconcerto, specie nei luoghi frequentati abitualmente dalla donna, come uno stabilimento balneare di località Saraceni. Restano le foto pubblicate sui social network con il mare sullo sfondo nelle sere d’estate. Ora l’ipotesi è che una mano assassina, nell’estate che tanto amava, l’abbia strappata alla vita.
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