Trovati 10mila posti letto «Pronti per grandi ondate»

22 Marzo 2022

Casinghini (Protezione civile): «Ora in gioco gli alberghi, da loro buona risposta» Sono 2.284 i profughi già identificati: sono cresciuti del 13% nel fine settimana  

L’Abruzzo è ora davvero pronto ad accogliere l’imponente ondata di ucraini in fuga dalla guerra che ci si attende. Lo dice il direttore della Protezione civile abruzzese Mauro Casinghini: «Adesso abbiamo almeno diecimila posti letto a disposizione tra alberghi, centri Cas e alloggi privati. Diecimila è anche il numero massimo dei profughi che ci aspettiamo. Ora ci auguriamo che non si superino le previsioni e quindi che la mobilitazione abruzzese possa soddisfare le esigenze».
Intanto almeno un quarto dei rifugiati ucraini attesi è già arrivato in regione: il loro numero cresce costantemente. È ancora il Pescarese ad ospitarne di più.
la mobilitazione
Il grosso dei numeri dei posti letto disponibili lo fanno le strutture ricettive – alberghi, ma anche campeggi e case vacanze – messe a disposizione per ospitare i profughi. «Domenica sera abbiamo chiuso la raccolta delle disponibilità, ora stiamo tirando le somme definendo gli elenchi», continua Casinghini, «ma sappiamo già che c’è stata una buona risposta da parte del settore ricettivo, che ha offerto da solo oltre novemila posti. Da adesso in poi avrà un ruolo importantissimo».
Anche perché cominciano a scarseggiare i posti letto nei centri di accoglienza Cas (ufficialmente ne sono rimasti solo 39): «Le prefetture sono però impegnate ad aumentare i numeri. È necessario che i Comuni lavorino con loro per allargare la rete individuando nuovi spazi e diventando parte integrante del sistema di accoglienza», continua il direttore della Protezione civile regionale rilanciando un appello già lanciato nei giorni scorsi in direzione dei sindaci abruzzesi.
Nel frattempo ci sono anche le centinaia di alloggi messi a disposizione dagli abruzzesi. Mentre altrettanti sono quelli di ucraini già integrati che stanno ospitando i primi connazionali giunti in Abruzzo.
I PROFUGHI GIá ARRIVATI
Ieri pomeriggio alle 16 il numero di profughi ucraini identificati in Abruzzo ha toccato quota 2.284: nel fine settimana il numero è cresciuto del 13%. Il dato è già così importante. Lo è soprattutto nel Pescarese, che ne sta ospitando la metà: ben 1.114. A seguire l’Aquilano con 639, il Chietino con 366 e il Teramano con 165. Questi, almeno, sono quelli che si sono già recati in uno dei sette hub vaccinali in regione e si sono fatti identificare dalle autorità di polizia.
La maggior parte di loro – 1.089 – è ospite in strutture definite “extra Cas”, quindi o a casa di amici e parenti, oppure in alloggi messi a disposizione dai Comuni. Sono invece 677 quelli che le prefetture hanno destinato ai centri di accoglienza Cas.Poi ci sono 518 ucraini accolti nei primi alberghi che sono stati attivati per l’emergenza, tutti nel Pescarese.
Degli ucraini già identificati nel territorio abruzzese, sono 1.714 quelli che hanno già eseguito il tampone anti-Covid, obbligatorio entro le 48 ore dall’arrivo. Di questi, ne sono stati trovati positivi in 55. Oltre cento quelli che invece sono in isolamento per motivi precauzionali. Numeri che per ora non sembrano destare particolari preoccupazioni nelle autorità sanitarie.
Molti di più, ad ogni modo, sono i profughi che hanno deciso di partecipare alla campagna di vaccinazione anti-Covid una volta arrivati in Abruzzo per completare il proprio ciclo di copertura oppure cominciarlo da zero: 227.