Trovato morto a 31 anni in un hotel

Pizzaiolo pescarese scomparso da Madrid, dopo quasi un mese la polizia scopre il cadavere in Uruguay
PESCARA. Le sue tracce si sono perse lo scorso 28 ottobre all’aeroporto di Madrid. Mario Di Loreto, pizzaiolo e cameriere pescarese di 31 anni che si era trasferito a Tenerife 7 anni fa, è stato trovato morto venerdì scorso in una stanza d’albergo nel centro di Montevideo, in Uruguay. A trovarlo senza vita, in una pozza di sangue, è stata la polizia locale. Secondo fonti della polizia, riportate dall’Ansa, Di Loreto si sarebbe ucciso con un coltello. Una verità inaccettabile per la famiglia che risiede a Tenerife e che, per quasi un mese, l’ha cercato rivolgendosi anche alla trasmissione Chi l’ha visto e lanciando appelli su Facebook e su siti di persone scomparse. Ma gli ultimi 24 giorni della vita di Mario restano un mistero.
Il dolore del padre. Il padre di Mario si chiama Valter Renato Di Loreto ed è originario del Venezuela: ieri è partito per Montevideo. Oggi è il suo compleanno e lo festeggia riconoscendo il figlio morto. Ieri, un triste messaggio su Facebook: «Figlio mio, mi manca tutto di te, te ne sei andato senza darmi una risposta. Sette mesi fa, ti ho accompagnato all’aeroporto di Tenerife, con il tuo bel sorriso, i tuoi occhi grandi e la tua umiltà, eri vivo e contento, invece, adesso devo fare un lungo viaggio per ritrovarti in cenere. Dio questa vita è ingiusta....». Anche il padre di Mario, promotore pubblicitario e agente immobiliare, aveva deciso di lasciare Pescara intorno al 2010 seguendo il figlio e rincorrendo una svolta lavorativa a Tenerife. Prima di partire, papà Di Loreto si era impegnato anche nella politica cittadina abbracciando le prime idee di Beppe Grillo prima ancora della nascita del Movimento 5 Stelle: nel 2008, Di Loreto si era candidato al consiglio comunale con la lista civica Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo che aveva Stefano Murgo come candidato sindaco.
Il cordoglio del M5S. Adesso, gli attivisti del M5S si stringono al dolore della famiglia. A partire dal deputato pescarese Gianluca Vacca che gli ha dedicato un pensiero: «Valter è una persona eccezionale, con un cuore enorme, con lui la vita non è sempre stata generosa. È stato un pioniere delle nostre idee e, quando è partito, ci siamo sentiti ogni tanto su Facebook». Anche Gabriele Straccini, consigliere comunale di Montesilvano, è vicino all’amico: «Una persona disponibile, speciale, abbiamo condiviso un momento importante. Poi, lui ha deciso di lasciare Pescara per trasferirsi a Tenerife e seguire i suoi figli. Siamo addolorati per quello che è successo».
La scomparsa. Da Tenerife, 7 mesi fa, Mario era andato in Olanda: ad accompagnarlo all’aeroporto era stato il padre. Quella è stata l’ultima volta che Valter ha visto vivo il figlio: in Olanda Mario faceva il cameriere. Poi, aveva lasciato anche quella zona: «Qui fa troppo freddo», aveva confidato ai familiari e si era preso una vacanza in Perù. Il 27 ottobre il ritorno: arrivato a Madrid, è certo che Mario abbia incontrato una zia. Poi, la parente ha raccontato al padre che Mario le era sembrato «strano» e che, il giorno dopo, è tornato all’aeroporto di Madrid: in base al racconto dei familiari, quel giorno, Mario sarebbe dovuto tornare a Tenerife. Ma così non è stato e di lui si sono perse le tracce: forse, è partito direttamente per l’Uruguay. Il motivo del viaggio nessuno può saperlo. Il padre, quindi, ha denunciato la scomparsa del figlio all’Interpol.
Il ritrovamento. Controllando l’identità dei clienti stranieri negli hotel di Montevideo, la polizia l’ha scoperto. Ma Mario è stato trovato troppo tardi: secondo la polizia, non ci sarebbero dubbi sull’ipotesi del suicidio. Mario non avrebbe lasciato alcun messaggio.
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