Truffa a famiglia pescarese Arrestati due napoletani

Si sono finti corrieri e hanno consegnato un pacco a un’anziana che vive in centro La donna, convinta che fosse per il nipote, ha pagato con 2.950 euro e la fede nuziale
PESCARA. Hanno fatto credere a una donna di 76 anni di dover consegnare delle apparecchiature elettroniche al nipote, del costo di alcune migliaia di euro. L’anziana, in assoluta buona fede, ha accettato di ricevere il pacco e pagato il dovuto allo spedizioniere, saldando il conto con 2.950 euro in contanti e alcuni monili in oro, tra cui la sua fede di matrimonio. Poi sono spariti, lasciando alla vittima un imballaggio che conteneva solo delle confezioni di riso. Di quel colpo la procura di Pescara ritiene responsabili due napoletani, Giovanni Marino, 58 anni, e Salvatore Sorrentino, 24 anni, che sono stati arrestati a Napoli dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Pescara con il supporto dei colleghi delle compagnie Stella e Centro. I due, che hanno precedenti specifici, hanno elaborato una truffa diversa dalle solite, sostiene l’accusa, fingendosi dei corrieri.
Questi i fatti, ricostruiti dall’Arma. Il 7 settembre 2018 un complice della coppia di napoletani contatta telefonicamente l’anziana, spacciandosi per il nipote. E chiede alla nonna di pagare per lui due pacchi in arrivo con lo spedizioniere, che in quel momento si trova già sotto casa e che lei stessa può vedere, affacciandosi. In effetti, c’è. La donna non ha tentennamenti e crede a tutto: accoglie lo spedizioniere e fa esattamente come le è stato chiesto dal (finto) nipote. E quindi consegna, a saldo di quella merce, 2.950 euro e dei monili in oro. Solo in un secondo momento si pone degli interrogativi. Non apre il pacco, ma contatta la figlia e chiede lumi. È allora che capisce di essere caduta in un clamoroso tranello e si rivolge subito ai carabinieri per denunciare l’accaduto, dopo qualche ora dalla visita inattesa.
Le indagini del Nucleo investigativo del Reparto Operativo, coordinati rispettivamente dal maggiore Massimiliano Di Pietro e dal colonnello Gaetano La Rocca, sono partite - tra l’altro - dall’esame del traffico telefonico dell’anziana.
Gli investigatori sono risaliti così all’utenza usata per mettere in piedi la truffa. E hanno esaminato per bene il pacco sequestrato, passando per una serie di accertamenti tecnici, come la ricerca delle impronte, che si sono rivelati molto utili. Il resto lo ha fatto proprio la 76enne che è stata in grado di riconoscere lo spedizioniere che si è presentato alla sua porta. Per l’anziana si trattava di Sorrentino, arrivato appositamente a Pescara con il complice in cerca di una vittima da raggirare.
Annunciando l’esito delle indagini i carabinieri rilanciano una serie di consigli. Suggerimenti, sottolinea il colonnello La Rocca, «che vanno recepiti in primo luogo dai familiari degli anziani affinché riescano a persuadere le potenziali vittime». Tra le indicazioni dell’Arma c’è quella di verificare le telefonate ricevute dagli spedizionieri. Ma bisogna fare massima attenzione all’uso del telefono: i truffatori sono in grado di bloccare la linea delle vittime, dopo averle contattate sul fisso. Per cui bisogna sempre usare il cellulare.

