Truffa del falso incidente, altri tre casi

29 Giugno 2017

Pensionati nel mirino di una banda. Uno degli scampati: «Per lo spavento mi stavo sentendo male»

PESCARA. «Mi stavo sentendo male. Quando mi hanno detto al telefono che mio figlio aveva avuto un incidente mi stava scoppiando il cuore». N.B., 78 anni, è l’ennesimo anziano raggiunto telefonicamente dalla banda del falso incidente. Quella che da mesi, ormai, batte a tappeto interi quartieri e condomini a caccia di anziani che abitano soli, facilmente impressionabili e, di conseguenza, prede perfette a cui scucire denaro nel più breve tempo possibile.
Sono almeno tre i casi registrati tra lunedì e ieri a Pescara, in zona ospedale. E se nessuno dei tre è andato a buon fine, poco importa. Il dato effettivo è che da mesi c’è una banda che continua a sconvolgere la quotidianità di pensionati indifesi mettendone a rischio la salute prima ancora che le finanze. L’ultimo colpo, pochi giorni fa, l’hanno messo a segno a Villa Raspa: diecimila euro in contanti che un 79enne ha dato al falso avvocato checon quei soldi avrebbe dovuto tirare fuori dai guai il figlio della vittima che aveva causato un incidente. E così ieri e l’altroieri, come racconta N.B. «Stavo a casa e verso le 10,45 arriva una telefonata. Un certo avvocato Marco Brambilla che mi chiede di mio figlio. Io ho due figli, lui mi dice di parlare con uno dei due, chiamandolo proprio per nome. Gli ho risposto che era al lavoro, che a casa non veniva spesso e quello mi ha lasciato un numero dove farlo richiamare. Passano cinque minuti e mi telefona un certo maresciallo Rossi». Evidentemente complice del primo, che aveva chiamato per accertarsi che l’anziano non avesse notizie fresche dei figli, il sedicente maresciallo dà la ferale falsa notizia al pensionato: «I suoi figli hanno avuto un incidente, non si sono fatti niente, ma la macchina risulta senza bollo e senza assicurazione e abbiamo dovuto sequestrarla, insieme alla patente. Ci sono da pagare 7mila euro al Tribunale di Pescara ma ce ne può dare seimila e 500».
L’anziano, come riferisce al Centro, è tramortito, quasi balbetta pensando ai figli che hanno fatto l’incidente. Ma i soldi non ce l’ha e così dice al telefono al “maresciallo”.
«Non ho una lira, gli ho detto, e quello mi ha chiesto l’oro. Gli ho risposto che me l’avevano rubato, ma intanto ho chiesto in che caserma si trovasse mio figlio. Mi ha risposto in una caserma della riviera. Allora, gli ho detto, passatemelo che ci parlo. Non si può, mi ha fatto l’altro, sta parlando con un altro maresciallo e non può venire al telefono. E lì ho mangiato la foglia».
Evidentemente anche i truffatori che in tutta fretta hanno riattaccato. Ma senza rinunciare alla preda. Perché, di lì a poco, ha richiamato l’avvocato Brambilla chiedendo al pensionato l’oro. «Sono venuti i ladri mi hanno preso tutto, io non posso fare niente», gli ha risposto l’anziano che subito dopo con il telefonino ha chiamato direttamente il figlio.
«Stava al lavoro», racconta, «così pure l’altro figlio. Mi hanno detto di stare tranquillo che era sicuramente qualcuno di questi truffatori che sta girando in questi giorni. Ma il cuore mi stava per uscire dal petto solo a sentire la parola incidente». (s.d.l.)
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