Truffa del finto pacco bloccato È allarme: ecco come difendersi

26 Ottobre 2023

Inviano un sms-trappola il giorno stesso in cui è prevista la consegna dei prodotti comprati online La polizia postale raccomanda: «Attenti, mai cliccare sul testo, anche se si aspetta il corriere»

PESCARA. La truffa del finto pacco bloccato comincia con un sms trappola per agganciare la vittima e spingerla a cliccare su un link. L’obiettivo è riuscire a farsi recapitare i prodotti acquistati online e rimasti inspiegabilmente fermi nel centro di distribuzione, ma dietro il pagamento di una tassa doganale irrisoria. Proprio la cifra estremamente bassa, pari a 1,95 euro, richiesta dalla fantomatica società di spedizione in coincidenza con un acquisto effettuato o con un avviso di mancata consegna ricevuto, fa scattare negli utenti la convinzione che si tratti davvero del proprio pacco rimasto bloccato in magazzino e che quindi necessita di essere ritirato con una piccola somma da pagare. L’inganno, astuto e ben organizzato, ha già fatto molte vittime nel pescarese e le stesse società di spedizione confermano di essere prese d’assalto in questi giorni da utenti (giovani e adulti) che chiedono allarmati notizie sui propri pacchi da sbloccare.
Sono sempre più frequenti i casi di utenti che nelle ultime settimane stanno ricevendo messaggi truffaldini con cui vengono invitati a verificare lo stato della spedizione di un prodotto in arrivo. Gli esempi sono molteplici: «Il tuo pacco è stato trattenuto presso il nostro centro di spedizione. Si prega di seguire le istruzioni qui». Oppure: «Hai un pacco in attesa di consegna. Usa il tuo codice per tracciarlo e riceverlo». Fino al più articolato: «Il tuo pacco è bloccato presso l’hub di distribuzione (tassa doganale in sospeso)». Nel testo, ricevuto tramite sms o talvolta per e-mail, è contenuto un link che reindirizza l’utente su un sito clone di Poste Italiane, di Gls o di un’altra società di distribuzione. I truffatori, chiedendo di pagare una tassa doganale di 1,95 euro per sbloccare la consegna, ne approfittano per rubare i dati personali inseriti al momento del pagamento e il numero della carta di credito, compreso il codice di sicurezza Cvv che si trova sul retro e il pin. In questo modo possono procedere a svuotare il conto corrente del malcapitato e utilizzare i dati personali in maniera fraudolenta.
La polizia postale fa sapere che la truffa della tassa doganale da versare per sbloccare il pacco è la versione evoluta di un raggiro datato che però nel tempo si è perfezionato. Si è passati, infatti, dall’invio di messaggi sgrammaticati a testi in italiano corretto, fatti pervenire all’utente spesso in coincidenza di un acquisto online realmente effettuato. I criminali in questo caso fanno leva su una piccola somma da pagare per solleticare il desiderio di ricevere quanto prima a domicilio il prodotto comprato. Ma come bisogna difendersi? L’arma migliore è la prevenzione e su questo aspetto insistono gli esperti del compartimento regionale della polizia postale, diretto da Elisabetta Narciso. «Se sei in attesa di una consegna», si legge sul sito della Polpost, «ti consigliamo di verificare lo stato della spedizione esclusivamente attraverso il sito su cui hai effettuato l’ordine e, nel caso di dubbi, ti invitiamo a contattare il servizio clienti. Se sei sicuro di non aver effettuato alcun ordine, ti consigliamo di ignorare il messaggio ricevuto e di cancellarlo perché potrebbe trattarsi di un tentativo di phishing. È importante in ogni caso, non inserire mai dati personali e bancari, specialmente se si viene reindirizzati su un sito dopo aver cliccato su un link contenuto in un messaggio ricevuto».
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