Truffa una pensionata ma viene subito arrestato

22 Aprile 2017

La telefonata: «Sua figlia è in caserma, serve una cauzione». E si fa dare l’oro

PESCARA. «Sua figlia è rimasta coinvolta in un incidente stradale, la teniamo in caserma in stato di fermo, ma se paga la cauzione può uscire. Altrimenti va in carcere. Ne va della sua salute, ci stia a sentire». È con questa telefonata che giovedì pomeriggio una signora di 79 anni è finita nella rete del truffatore che con la storia del falso incidente non solo è riuscito a entrare in casa sua, ma anche a portarle via la fede nuziale, un anello con tre brillanti, un collier d’oro e un’altra collana per un valore di circa tremila euro.

Ma proprio quando credeva di avercela fatta, uscendo dal portone di via Cadorna, una traversa a nord di piazza Duca, si è trovato davanti i carabinieri del Nucleo investigativo del reparto Operativo coordinati dal tenente colonnello Gaetano La Rocca e diretti dal maggiore Massimiliano Di Pietro che lo hanno perquisito e, poi, arrestato. Si tratta di Vincenzo Cario 54 anni, napoletano del rione Sanità, già noto alle forze dell’ordine che in Abruzzo ne avevano registrato la presenza tra Montesilvano, Giulianova e Martinsicuro, con l’ultimo precedente di circa due anni fa, per rapina, proprio nella zona di Montesilvano.

E giovedì Cario è tornato a colpire sempre su quel versante, nella zona nord di Pescara. Commettendo, però, l’errore di gettare troppi ami, che alla fine lo hanno incastrato. Oltre alla pensionata derubata, infatti, l’uomo avrebbe tentato gli stessi approcci con almeno altre tre persone, stando alle segnalazioni arrivate più o meno alla stessa ora, e con gli stessi contenuti, alla centrale operativa del 112. Segnalazioni che parlavano di strane telefonate da parte di un carabiniere, o di un avvocato, che li avvertiva di un incidente al proprio caro e della necessità di pagare una cauzione, per liberare il familiare tenuto in stato di fermo. Tutti ingredienti ber noti ai veri carabinieri che hanno subito capito che si trattava di una truffa, precipitandosi nella zona segnalata.

E in via Cadorna hanno notato subito un uomo col soprabito che scendeva da una macchina ed entrava in un portone con fare sospetto. Hanno fatto accertamenti su quella Yaris Toyota che è risultata noleggiata a Napoli e hanno deciso di aspettare. Quando è uscito dal portone, hanno bloccato il 54enne che risaliva in auto seguito da una vicina della 79enne insospettita da tutta la questione. Addosso, Cario aveva l’oro e un bigliettino, con la grafia dell’anziana che su un santino aveva appuntato una serie di lettere e codici. Anche questi parte della truffa.

Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori ascoltando la pensionata, infatti, la prima telefonata era arrivata da un avvocato, poi “diventato” carabiniere, che chiedendole la cauzione per liberare la figlia fermata in caserma dopo l’incidente, le aveva dettato dei codici, ovviamente fasulli, da dare “all’assistente del maresciallo Luca” quando sarebbe andato a ritirare il denaro o l’equivalente. Cioè l’oro. Quando il finto assistente del maresciallo, Cario, va a casa sua, la signora è agitata, non ha i contanti richiesti, gli chiede come può fare. L’uomo parla, parla e parla fino a non farle capire quasi più niente. Le chiede l’oro, lei subito dice di non averlo, lui le dice di sfilarsi la fede. Ma l’anziana è agitata, “non ci riesco, non mi esce” gli dice. E lui impassibile, «provi con il sapone, che esce». E infatti esce, la fede, e lui se la prende insieme ad altri gioielli. Ma sotto la palazzina trova i carabinieri in borghese del maggiore Di Pietro, che lo perquisiscono e alla fine l’arrestano per truffa aggravata ai danni di un’anziana.

Ieri l’udienza di convalida davanti al giudice D’Arcangelo. Cario si è accollato l’addebito del fatto ma non ha voluto aggiungere nulla. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto, nei suoi confronti, la misura cautelare dei domiciliari. L’udienza, dopo la richiesta dei termini a difesa ottenuti dal suo legale, è stata fissata al 10 maggio.

Ma le indagini continuano per accertare l’eventuale coinvolgimento del 54enne in truffe analoghe.

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