Truffatrici di anziani in trappola Confiscate le case e una Cadillac

11 Aprile 2015

Un altro duro colpo al clan rom Spinelli, portati via beni per un milione e 316mila euro Passano allo Stato cinque appartamenti di Pescara e Civitella del Tronto e sette auto

PESCARA. Prima il sequestro, ora la confisca. Per il clan Spinelli è arrivato un altro duro colpo, a seguito del provvedimento del Tribunale di Pescara che ha sancito l'espropriazione in favore dello Stato di alcune proprietà accumulate nel tempo dai rom, e cioè beni mobili e immobili per un valore di un milione e 316mila euro.

A Pescara la confisca, eseguita due giorni fa da polizia e Guardia di finanza, ha riguardato due appartamenti in via Aterno (un piano terra e un primo piano) e uno in via Sacco, dove un'altra porzione dello stesso edificio ha subito in passato identica sorte.

A Civitella del Tronto, invece, la famiglia Spinelli si è vista portare via tre unità immobiliari con annesse pertinenze. Agli stabili si aggiungono sette autovetture, anche se non tutte sono state rintracciate fino ad ora, e tra quelle ancora in circolazione c'è una Cadillac.

A occuparsi degli accertamenti sul clan, relativi sia all'attività criminale sia alle ricchezze possedute e ai rapporti con il Fisco, sono stati gli uomini della divisione Anticrimine della questura e il personale del nucleo provinciale di polizia tributaria della Guardia di finanza, coordinati rispettivamente da Carmela Lucà e Roberto Di Mascio.

L'attività è andata avanti in parallelo: da una parte è stato studiato il curriculum malavitoso di alcuni rom ed è emerso che si tratta di persone di acclarata pericolosità sociale con precedenti e segnalazioni per droga, truffe agli anziani e furti; dall'altra parte sono stati esaminati i redditi dichiarati dagli Spinelli, ma per lo più si tratta di persone sconosciute al Fisco, che non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi o lo hanno fatto solo per poche centinaia di euro e che, quindi, possono aver acquisito beni di valore solo attraverso i proventi delle attività illecite. E' la tesi sostenuta dagli investigatori e proprio su questa base il questore, Paolo Passamonti, ha puntato alla confisca: ha chiesto e ottenuto la misura della sorveglianza speciale per 5 appartenenti alla famiglia Spinelli, tra loro parenti o comunque conviventi, che dovranno obbligatoriamente soggiornare a Pescara per tre anni. Sono tre uomini e due donne e queste ultime si sono rese responsabili di truffe agli anziani, ai quali si sono presentati sotto mentite spoglie per derubarli. Il primo provvedimento - cioè il sequestro di questi beni - risale all'8 marzo, mentre nelle ultime ore si è passati alla confisca, ma questo non vuol dire che gli Spinelli dovranno abbandonare gli alloggi perché ora si apre la strada dei tre gradi di giudizio, in caso di ricorso. Tra l'altro, dopo il sequestro i rom hanno provato a difendersi aprendo alcune posizioni fiscali ma potrebbe trattarsi di una strategia per evitare il peggio considerato che i salari percepiti in passato sono minimi, in generale, e comunque senza presentare dichiarazioni di redditi o elargiti da società che allo stesso modo non hanno dichiarato redditi. Per uno dei componenti di questa famiglia gli unici contributi risultano legati a lavoretti eseguiti in carcere mentre uno dei dati che più fa riflettere riguarda le garanzie patrimoniali per 650mila euro offerte da un rom per un mutuo da 250mila euro. Cifre da capogiro per chi risulta disoccupato o quasi. Dal 2007 a oggi, sequestri e confische hanno sforato il tetto dei 37 milioni, con 127 persone sottoposte a sorveglianza speciale. E il bilancio cresce.

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