Truffe agli anziani, ora è allarme Il prefetto: «Massima prudenza»

15 Gennaio 2023

Di Vincenzo annuncia una campagna informativa e l’apertura di uno sportello per le segnalazioni «È un reato odioso perché colpisce le fasce più deboli e indifese con tecniche sempre in evoluzione»

PESCARA. Nel 2022 sono state 1.032 le truffe denunciate nel pescarese. L'anno precedente erano state 1.316, per cui c’è stata una diminuzione del 21,58%. Nel dato sono comprese anche le frodi informatiche e le truffe agli anziani. Per prevenire e contrastare il fenomeno il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha sottoscritto con il sindaco Carlo Masci un protocollo. Il progetto si chiama “Truffe...No grazie”, partirà a breve ed è finanziato, tramite la prefettura, dal ministero dell'Interno. È rivolto alle persone oltre i sessantacinque anni di età. Prevede tutta una serie di interventi finalizzati a prevenire abusi e raggiri e a rendere l’anziano un soggetto meno vulnerabile. In programma ci sono momenti di sensibilizzazione, attraverso una campagna informativa, l’attivazione di uno sportello itinerante a cui ci si potrà rivolgere per fare segnalazioni, ricevere informazioni e sostegno, interventi di prossimità e incontri di sensibilizzazione nei quartieri.
«Il fenomeno», spiega il prefetto Di Vincenzo, «c'è, ma non è allarmante sul nostro territorio. È spregevole e odioso perché colpisce le fasce più deboli e indifese della popolazione, nei cui confronti l’attenzione delle forze dell’ordine è massima così come anche del Comune. Il nostro compito è di lavorare in un’ottica di prevenzione».
Lo scorso anno, la prefettura ha realizzato un vademecum con tutta una serie di consigli per evitare i raggiri e i numeri utili da chiamare in caso di necessità o dubbio, inviandolo ai sindaci e ai dirigenti degli uffici pubblici per diffonderlo il più possibile. «L'obiettivo dell'opuscolo, che si può consultare ancora sul sito della prefettura», fa presente il prefetto, «è di alzare il livello di attenzione da parte di tutta la comunità. Nel breve documento sono state riassunte, in modo semplice, le regole di comune prudenza che possono costituire una barriera importante di protezione nei confronti degli anziani e delle persone più fragili».
Le tecniche utilizzate dai malviventi sono sempre le stesse, dal finto corriere o dipendente delle Poste che deve consegnare un pacco urgente, al nipote vittima di un incidente o in serie difficoltà economiche. A Spoltore, un mese fa, una 80enne, mentre era sola in casa, è stata contattata telefonicamente da un presunto avvocato, che la informava che sua figlia poco prima, a Pescara, aveva tamponato tre macchine e poi era fuggita via. Era stata subito rintracciata dalle forze dell’ordine e rinchiusa in carcere. L’avvocato la invitava a lasciare il telefono libero perché sarebbe stata di lì a poco contattata di nuovo. «Devono venire delle persone a prendere i dati. Lei comunque non si preoccupi sua figlia mi conosce. Io sono l'avvocato R.», ha detto lo sconosciuto all’anziana. In pochi minuti, la donna ha ricevuto, una dopo l'altra, tre telefonate. Per fortuna, prima che il raggiro andasse in porto, è tornata a casa la figlia, che si era allontanata per sbrigare alcune faccende in paese con il padre.
«La capacità e la fantasia dei truffatori», sottolinea il prefetto, «è purtroppo in continua evoluzione. L’importante è avere comportamenti di comune prudenza. La truffa mira tendenzialmente a creare un effetto sorpresa e ad approfittarsi del senso di smarrimento della vittima, che non riesce a gestire l’evento imprevisto». Per Di Vincenzo, quindi, è fondamentale mantenere alta l’attenzione e che ci sia la collaborazione di tutti.
Fra le indicazioni, quella di non aprire porta o portone agli sconosciuti. Poi, non aprire e verificare, chiamando 113, 112 o 117, se qualcuno si presenta dichiarando di essere un poliziotto o un carabiniere, chiedendo soldi. Ed ancora, in caso di consegna di lettere e pacchi, meglio farli lasciare nella cassetta o sullo zerbino.