Truffe e pedofilia on line: 19 arresti della polizia nel 2018

31 Dicembre 2018

PESCARA Nel 2018 l’attività del compartimento della polizia postale e delle comunicazioni di Pescara in Abruzzo ha portato all’arresto di 19 persone, tre delle quali nell’ambito del contrasto alla...

PESCARA
Nel 2018 l’attività del compartimento della polizia postale e delle comunicazioni di Pescara in Abruzzo ha portato all’arresto di 19 persone, tre delle quali nell’ambito del contrasto alla pedopornografia on line, 15 per reati finanziari, come ad esempio le truffe on line e l’ultimo, per terrorismo, di un cittadino egiziano. Sono questi i numeri principali dell’attività della polizia abruzzese che indaga sulla rete, alle prese con vecchi reati che sul web hanno trovato nuove modalità di svolgimento.
Dagli adescamenti dei minori ai raggiri come false vendite o appropriazioni delle carte di credito, l’Abruzzo è comunque in linea con il resto del Paese, come spiega Elisabetta Narciso, dirigente della polizia postale pescarese e vice questore aggiunto: «Quando ci confrontiamo con i colleghi che lavorano in altre zone d’Italia», spiega la Narciso, «emergono solitamente dati analoghi: per i reati informatici l’Abruzzo appare grosso modo in linea con le altre regioni ed emerge un quadro per fortuna non allarmante».
«Il confronto con i colleghi di fuori regione è costante, perché si tratta di indagini quasi sempre sviluppate in altre realtà», continua il vice questore, «anche quando un reato nasce nel territorio regionale, si tratta spesso di casi ramificati altrove, come ad esempio l’adescamento di minori o i ricatti a sfondo sessuale, a volte anche all’estero, visto che internet è un fenomeno transnazionale: ma anche in questo caso esiste un’attiva collaborazione con le polizie straniere».
Nulla di cui preoccuparsi eccessivamente, quindi, ma comunque una situazione che viene tenuta costantemente sotto controllo: negli ultimi dodici mesi in Abruzzo sono state denunciate in stato di libertà 245 persone, c’è stato il sequestro di 57 apparati informatici e sono stati portati avanti 1940 monitoraggi su internet.
Tra le operazioni di particolare rilievo, c’è stato l’arresto a novembre di un cittadino egiziano autore del reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale, istigazione e apologia per reati di terrorismo, accusato di essere organico allo Stato islamico: «È stato finora l’unico caso del genere in Abruzzo», dice la Narciso, «che ha avuto un epilogo di risonanza nazionale, per il quale abbiamo collaborato per la prima volta con le Digos di Teramo e L’Aquila, ognuno per le proprie competenze».
Per quanto riguarda la prevenzione, ci sono poi i protocolli d’intesa con vari enti e le campagne informative finalizzate alla cultura della legalità e alla navigazione sicura su internet. Il personale pescarese della polizia postale e delle comunicazioni ha tenuto numerosi incontri nelle scuole abruzzesi, ai quali si stima abbiano partecipato oltre quattromila studenti e insieme a genitori e docenti.
Eventi specifici sono stati organizzati per fornire informazioni sul corretto utilizzo dei social network e, più in generale, sui rischi di internet. Tra questi spiccano “Genitori connessi” del gennaio scorso a Spoltore, il “Safer internet day” di febbraio che si è tenuto in diversi istituti scolastici, e “Una vita da social” che a marzo ha toccato Pescara e Teramo nell’ambito di una campagna nazionale itinerante.
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