Tua, sindacati all’attacco con le denunce

Nel mirino i contratti applicati ai lavoratori delle ditte private, a queste sono stati affidati servizi in sub concessione
PESCARA. Un esposto all’Inps e agli Ispettorati territoriali del lavoro dell’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, affinché verifichino «il corretto utilizzo del personale» all’interno delle imprese alle quali la Tua, la società regionale di trasporto pubblico, ha affidato in sub concessione la gestione di alcune tratte.
A presentarlo sono stati i segretari di Filt Cgil, Franco Rolandi, Fit Cisl, Amelio Angelucci, Uil Trasporti, Giuseppe Murinni e Faisa Cisal, Luciano Lizzi. A illustrare i motivi dell’esposto, ieri nel corso di una conferenza stampa, sono stati tre dei firmatari e Andrea Mascitti, in rappresentanza di Angelucci. Sono forti, da parte dei sindacati, i dubbi circa la corretta applicazione e il rispetto del contratto collettivo nazionale. «Sembrerebbe», hanno detto, «che alcune delle imprese affidatarie si stiano avvalendo di personale posto in quiescenza da altre società, attraverso il ricorso alla pensione di vecchiaia anticipata o altri meccanismi previsti per i lavori usuranti». Una situazione sulla quale i sindacati chiedono agli organismi di controllo di fare luce. Appena tre giorni fa le segreterie in parola hanno inviato al prefetto di Chieti, e a una lunga serie di destinatari tra i quali il presidente di Tua, Gianfranco Giuliante e il presidente della Regione, Marco Marsilio, l’attivazione della seconda fase della procedura di raffreddamento e conciliazione, stante «l’esito negativo dell’incontro del 9 dicembre scorso». Una circostanza che potrebbe portare a un nuovo sciopero del trasporto pubblico regionale.
Quella dei sub affidamenti non è l’unica rivendicazione dei sindacati, che hanno parlato di «dumping contrattuale e sociale, posto a solo danno del fattore lavoro, stante che i sub concessionari non riconoscono i medesimi trattamenti di Tua ai propri dipendenti». La vertenza in atto è piuttosto articolata. Oltre ai sub affidamenti, infatti, sul tappeto ci sono altri 19 punti, tra i quali le relazioni sindacali, che i rappresentanti di Filt, Fit, Uil Trasporti e Faisa hanno definito inesistenti, la questione inerente il personale, l’evasione tariffaria, l’obsolescenza del parco macchine e il recupero dell’evasione tariffaria. Su questo fronte, i sindacati hanno segnalato «il mancato recupero del credito che la Regione vanta nei confronti di Trenitalia», che ammonterebbe a circa un milione di euro, derivante dalla quota parte che Trenitalia dovrebbe riversare dopo l’istituzione del biglietto integrato con la Sangritana.
«Abbiamo sollecitato ripetutamente la nuova giunta regionale», hanno sottolineato,«affinché si aprisse un confronto che fin qui è stato negato o appena accennato, in occasione della superficiale e veloce interlocuzione avuta con il sottosegretario delegato Umberto D’Annuntiis, dal quale, dopo mesi, nonostante gli impegni non si hanno notizie».
L’affidamento a ditte esterne di diversi servizi di trasporto pubblico «ha cancellato», hanno aggiunto, «mediante il blocco del turn over, oltre 200 posti di lavoro nei settori dell’esercizio e delle manutenzioni». Critiche, queste, che i sindacati non rivolgono solo all’attuale governo regionale. «I mali», ha detto Rolandi, «partono da lontano, e i sub affidamenti arrivano dai 5 anni di governo D’Alfonso. Ora ci sembra singolare sentire voci dell’attuale minoranza che cavalca le nostre rivendicazioni. Per anni hanno tenuto stretto tra le mani il cordone della borsa, ma non hanno risolto il problema dei trasporti in Abruzzo».

