Tumore al polmone: nasce l’ambulatorio specializzato

11 Settembre 2019

Percorso privilegiato per consentire al paziente visite ed esami entro 5 giorni La struttura, formata da un team di specialisti, istituita in Chirurgia toracica

PESCARA. Un percorso privilegiato per diagnosticare in tempi rapidi i tumori del polmone e consentire al paziente, in un arco di tempo massimo di cinque giorni, di accedere a un ambulatorio specializzato nei carcinomi polmonari e sottoporsi così agli esami e alle cure necessarie.
La struttura, formata da un team di specialisti interdisciplinari, è stata istituita dalla Asl in seno all’unità operativa complessa di Chirurgia toracica dell’ospedale civile in risposta all’alto numero di casi e all’elevato tasso di mortalità.
CAUSE DI MORTE In base ai dati delle linee guida dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), riferiti al 2018, il tumore del polmone rappresenta una delle principali cause di morte nelle nazioni industrializzate.
In Italia, in particolare, sono attese oltre 41.800 nuove diagnosi, delle quali quasi il 30% coinvolgerà le donne. Le neoplasie polmonari rappresenteranno quindi circa l’11% delle nuove diagnosi di tumore nella popolazione: il 14% negli uomini e l’8% nelle donne. Per aumentare le probabilità di guarigione e diminuire la mortalità è fondamentale riconoscere in tempo i sintomi legati alla malattia (tosse continua, raucedine, presenza di sangue nel catarro, respiro corto, dolore al petto, infezioni respiratorie frequenti o che ritornano dopo il trattamento) intervenendo con uno screening e con una diagnosi precoce.
È per questa ragione che il direttore generale della Asl di Pescara, Armando Mancini, con l’approvazione di una delibera ad hoc, ha formalizzato l’attivazione del percorso diagnostico terapeutico assistenziale del tumore polmonare, in linea con il documento tecnico “Rete oncologica polmonare – Pdta del tumore del polmone” che è stato approvato dalla Regione.
DIAGNOSI PRECISE «L’ambulatorio di patologia polmonare oncologica», sottolinea il responsabile e supervisore Antonio De Filippis, «rappresenta una porta di accesso privilegiata per effettuare diagnosi di precisione, accedere in breve tempo alle prestazioni effettuate dalla Asl come tac, pet-tac o indagini endoscopiche, e sottoporsi eventualmente ai trattamenti chirurgici e oncologici. Con un approccio multidisciplinare si assicura al paziente il miglior percorso praticabile».
Come è stato spiegato in un incontro al quale hanno partecipato, oltre a Mancini e De Filippis, anche il direttore sanitario Antonio Caponetti, il direttore del dipartimento delle chirurgie Massimo Basti, il direttore di Chirurgia toracica Marco Casaccia e il direttore di Pneumologia Fabio Di Stefano, i pazienti che sospettano di essere affetti da tumore polmonare possono accedere all’ambulatorio semplicemente presentando al Cup l’impegnativa del proprio medico.
RICETTA ROSSA Sulla ricetta rossa, compilata dal medico di medicina generale o dallo specialista, deve essere specificata la dicitura “Prima visita chirurgia toracica per sospetta patologia polmonare oncologica” e indicata la classe di priorità breve (B). In questo modo, si attiverà un canale preferenziale e la prestazione avverrà entro cinque giorni dalla prenotazione.
«Dal momento della presa in carico», aggiunge Casaccia, «il paziente entrerà ufficialmente nel percorso del Gruppo interdisciplinare di cure oncologiche (Gico) e sarà seguito per tutti gli approfondimenti diagnostici e le cure».
Del team fanno parte Marco Casaccia, Francesco Malorgio e Fabio Di Stefano, con le rispettive équipe di Chirurgia toracica, Oncologia e Pneumologia, Alfredo Antonacci per la Radioterapia, Lorenzo Migliorato per la Radiologia, Rita Sargiacomo per l’Anatomia patologica, Carlo Villano per la Medicina nucleare, Marzia Nieddu per la Biologia moleciolare, la psico-oncologa Annarita Di Silvestre e l’infermiera case manager Monica Tursini.
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