Turismo da rilanciare, l’opposizione alla carica: tassa di soggiorno subito

L’iter, già avviato in passato, era stato bloccato con l’arrivo del Covid L’assessore Comardi: dobbiamo sentire il parere di chi sta nel settore
MONTESILVANO. La stagione balneare è stata un successo a Montesilvano, e si riaccende il dibattito sull’introduzione della tassa di soggiorno per migliorare i servizi turistici e per rendere la città adriatica più piacevole agli occhi dei villeggianti e dei residenti. Se ne parla ormai da quasi dieci anni, da quando il sindaco Attilio Di Mattia nel febbraio 2014 annunciò la sua introduzione per il 2015, salvo poi cadere con la sua amministrazione qualche settimana dopo. Ma nonostante alcuni passi avanti anche più recenti, della tassa di scopo non c’è ancora traccia a Montesilvano. Eppure, a detta della minoranza, i tempi ormai sono maturi e non c’è più alcun motivo per rinviare l’appuntamento che potrebbe portare il Comune a incassare circa 500 mila euro all’anno. Per questo ieri mattina a Palazzo di città, la tassa di soggiorno è stata oggetto di una seduta della commissione garanzia presieduta dal consigliere del Pd Antonio Saccone, alla quale è stata invitata anche l’assessore al Turismo Deborah Comardi.
«Anche alla luce dell’ottima ripresa del settore turistico a Montesilvano registrata nel 2023 (circa 420 mila presenze da gennaio ad agosto, ndc), evidenzia il consigliere dem, «abbiamo deciso di riaccendere i riflettori su questo tema. Ormai se ne parla da tanto tempo, ma non si arriva mai al dunque. Noi da sempre sosteniamo che introdurre la tassa di scopo aiuterebbe a rendere la città più decorosa, pulita, senza incidere sulle tasche dei montesilvanesi. Per questo l’introduzione della tassa di soggiorno era stata inserita anche nel nostro programma elettorale quattro anni fa. Avevamo stimato che, tenendoci bassi, con un solo euro al giorno, in cinque anni il Comune avrebbe incassato 2,5 milioni di euro, a beneficio dei turisti e anche dei residenti. C’è stato anche un momento in cui la maggioranza sembrava aver condiviso la nostra strada e avevamo iniziato a lavorare sul regolamento. Ma poi è arrivato il Covid e ha interrotto l’iter. Ora però», prosegue Saccone, «non ci sono più scuse».
Il presidente della commissione ricorda anche come nel corso dell’estate siano stati spesi 500mila euro per gli eventi estivi. «Se si vuole puntare sul turismo, bisogna assolutamente introdurre la tassa che ormai esiste ovunque e che, proprio per questo, a nostro avviso non scoraggerebbe affatto i turisti a venire in vacanza nella nostra città». A ricordare come l’iter fosse già a buon punto, negli anni scorsi, è anche l’assessore Comardi. «La questione della tassa di soggiorno è stata affrontata in commissione in un clima di grande serenità tra maggioranza e opposizione», premette. «Il percorso che avevamo iniziato in passato si è bruscamente interrotto con l’arrivo della pandemia, e la bozza di testo per il regolamento è rimasta in sospeso. In un momento storico così delicatonon ce la siamo sentiti di vessare ulteriormente le strutture. Al contrario, per accelerare la ripresa, abbiamo anche investito molto sul turismo».
Ma l’assessore non si sbilancia su una possibile introduzione della tassa nell’immediato futuro. «È un argomento che va ripreso in maggioranza, e non solo in giunta, e la volontà politica è di trovare un punto di incontro con le associazioni di categoria. Saremmo ben lieti se si riuscisse a trovare una soluzione che metta tutti d’accordo, ma non intendiamo fare manovre di imposizione senza sentire il parere di chi ogni giorno lavora nel settore».

