Turismo, eventi e aziende: due miliardi per chi è in crisi

12 Gennaio 2022

Le anticipazioni sul decreto Ristori: in arrivo sostegni a fondo perduto per le imprese

Il grido d’allarme del turismo, delle discoteche, del settore dell’intrattenimento e delle piccole imprese non resterà inascoltato.
Il governo sta preparando un altro decreto “Ristori”, il cui ammontare dovrebbe aggirarsi intorno ai due miliardi di euro. Potrebbe già essere varato dal Consiglio dei ministri in programma domani.
Tuttavia il percorso è ancora da definire e le risorse sono tutte da trovare considerando che si tratta di sussidi a fondo perduto, cioè senza alcun obbligo di restituzione.
Per il momento, a disposizione ci sono solo i contributi previsti nella legge di Bilancio varata a fine anno. Il fondo previsto, infatti, conta 150 milioni per il solo settore turistico, ma arriveranno aiuti a pioggia anche per altri settori particolarmente colpiti dalla pandemia.
Sembrerebbe lontana, invece, l’ipotesi di una nuova proroga per la Cassa integrazione Covid fino a marzo, perché da poco è entrata in vigore la riforma degli ammortizzatori sociali che ha esteso i sussidi anche alle piccole e micro imprese.
I settori in difficoltà
Il primo problema da affrontare è individuare con precisione la grande platea che ha maggiore bisogno di sostegno in questa fase. Nel nuovo decreto Ristori, gli aiuti andranno ai settori più direttamente colpiti dalle misure restrittive degli ultimi quaranta giorni. Ma sono previsti aiuti all'orizzonte anche per le piccole aziende messe in ginocchio dalla pandemia.
Nella lista, ci sono certamente le discoteche e il settore degli spettacoli, alle prese con i limiti di capienza per il pubblico, insieme alle agenzie di viaggio e i tour operator che hanno visto un abbattimento del proprio giro d’affari.
Bussano alla porta anche albergatori e ristoratori che hanno sofferto le cancellazioni per cenoni e viaggi sotto le feste natalizie.
Secondo le ultime anticipazioni, anche le strutture ricettive, i parchi divertimento, gli stabilimenti balneari e quelli termali dovrebbero ricevere un aiuto concreto dal nuovo decreto.
Ma nella lunga lista di aziende e settori in crisi, che il governo sta valutando se includere o meno, ci sono anche i centri congressi, i fiorai, i catering e i fornitori di interpreti o di tecnologia audio-video.
Anche le società sportive (soprattutto quelle di calcio) stanno chiedendo a gran voce nuovi aiuti dopo la decisione del governo di modificare e ridurre la capienza degli stadi.
Difficilmente verrà escluso il settore dei trasporti, fiaccato non solo dal Covid ma anche dall’aumento del prezzo del carburante.
Senza contare che, se si dovesse tornare alla didattica a distanza, anche i genitori dei bambini che dovranno seguire lezioni da casa potrebbero aver bisogno di nuovi sostegni per pagare la baby sitter. Le richieste delle categorie ammonterebbero a circa dieci miliardi di euro in totale, ma è evidente che il governo farà una selezione molto attenta dei settori a cui erogare nuovi aiuti.
In ballo, ci sono circa due miliardi, ma al momento sembra escluso un nuovo scostamento di bilancio come richiesto da più fazioni politiche.
Cosa sono i ristori
I Ristori (o Sostegni) sono delle erogazioni a fondo perduto (quindi non in prestito, che cioè prevedono una restituzione della cifra) fatte dal governo a favore delle imprese e dei settori che hanno subìto, a partire dai primi mesi del 2020, forti contraccolpi economici a causa della crisi e dalle chiusure dovute al Covid.
L'ultimo decreto, ad esempio, ha previsto indennizzi a fondo perduto con bonifici direttamente sul conto corrente, dal 100% al 200% di quanto già erogato nel mese di aprile con il decreto “Rilancio”. Per alcuni settori specifici, quali ad esempio discoteche e sale ballo, si era arrivati addirittura al 400%.
IL NODO DELLA
CASSA INTEGRAZIONE
Nel nuovo decreto resta ancora da sciogliere il nodo della cassa integrazione. Il governo, infatti, starebbe valutando di non prorogare la cassa integrazione Covid, scaduta a dicembre, per tutte le aziende.
Ogni dubbio verrà sciolto nel Consiglio dei Ministri in programma domani, ma una prima ipotesi già allo studio è un prolungamento della cassa integrazione solo per alcuni settori, cioè gli stessi interessati dai Ristori: turismo, discoteche e sale da ballo in cima alla lista, insieme alle imprese più piccole.
Si considera però anche un'ipotesi alternativa, cioè rinviare tutte le misure sulla cassa integrazione ad un nuovo provvedimento che seguirebbe a stretto giro quello sui nuovi aiuti.
Difficile, invece, che possano trovare spazio le richieste per tornare ad equiparare quarantena e malattia per i lavoratori che hanno contatti stretti con un positivo al Covid.
Il nuovo decreto Ristori dovrebbe essere definito domani, anche se non è escluso uno slittamento di qualche giorno, comunque non oltre il 24 gennaio.