Turisti e Green pass obbligatorio Gli albergatori: «Prime disdette»

2 Agosto 2021

La presidente Renisi: «C’è stato il 4-5 per cento di rinunce, ma finora luglio e agosto sono andati bene» Schirato: «Il vero problema sarà settembre, non ci sono ancora prenotazioni. Intanto vacciniamoci»

PESCARA. «Il telefono squilla o smette di squillare a seconda delle notizie che circolano e dei titoli di giornale». Ne è convinta Daniela Renisi, presidente di Federalberghi Pescara. Le informazioni sulla crescente diffusione della variante Delta e le novità introdotte nella piena corsa della stagione estiva circa il green pass, da qualche giorno stanno generando alcune disdette nelle strutture alberghiere di Pescara e dintorni. «Non moltissime», chiarisce l’albergatrice alla guida dell’associazione, «ma siamo sull’ordine del 4-5 per cento. Luglio e agosto stanno andando bene per le strutture alberghiere, tuttavia alcune mancate precisazioni in merito al green pass generano apprensione tra i turisti e fanno venire dubbi». Il riferimento dell’operatrice è alla questione relativa all’applicazione della certificazione verde, dal 6 agosto in poi, anche ai ristoranti degli alberghi che fino a ora hanno sempre ottenuto deroghe rispetto al comparto in senso ampio, anche nel pieno delle ondate di contagi, nelle zone rosse e arancioni. «Hanno cambiato le regole del gioco a gioco iniziato e quindi molte persone che avevano il vaccino prenotato per le prossime settimane, ora non fanno materialmente in tempo a effettuare l’immunizzazione prima della vacanza già organizzata. È una questione di eterogeneità delle famiglie, dove ciascun membro segue il ciclo dei vaccini secondo tempi diversi e quindi è evidente che questo influisce sullo sviluppo di una vacanza. Tra l’altro non tutte le regioni hanno una campagna vaccinale rapida come in Abruzzo e quindi questo sistema discrimina gli utenti che non hanno fatto ancora in tempo a immunizzarsi». Il risultato è nel peggiore dei casi la disdetta, in altri la riduzione al di sotto di una settimana del soggiorno, imprimendo un cambiamento delle abitudini.
«Il turismo è sempre più italiano, sempre più di prossimità e di conseguenza è brevissimo, con una media di soggiorni da 3 giorni», analizza Cecilia Rubaudo, titolare del Regent Hotel. «Questo è un dato negativo, perché impedisce la crescita della regione. È un cerchio concentrico il cui diametro va sempre più restringendosi. Per questa stessa ragione viceversa proprio perché si tratta di un turismo limitrofo, le cancellazioni sono meno frequenti, in quanto le limitazioni in più legate al green pass non influiscono su persone che si spostano di pochi chilometri». Se giugno, luglio e agosto sembrano consegnare buoni riscontri, su settembre le cose vanno diversamente. «Sarà tragico», dice. «Non abbiamo prenotazioni. Il leisure storicamente su quel mese non c’è e il business fatica a ripartire perché i convegni sono ancora con un punto interrogativo e le aziende non hanno ricominciato a organizzare le trasferte di lavoro».
«La stagione per il momento sta andando abbastanza bene», evidenzia Emilio Schirato proprietario dell'hotel Plaza. «La variante Delta non si sta concretizzando in disdette. Luglio si è chiuso in linea con i dati del 2019 ante Covid e anche per agosto le previsioni sono molto positive. Il vero problema sarà settembre perché al momento non abbiamo prenotazioni. Attendiamo e vacciniamoci». Per Annamaria Bianchi, direttore dell'hotel Carlton, la stagione è molto altalenante. «Lo strumento del green pass sta scoraggiando un po' i turisti e quindi stanno cominciando ad arrivare le prime disdette per i soggiorni dopo il 6 agosto. Quest’anno abbiamo molti meno stranieri rispetto all’anno scorso».