Tutelare l’ambiente per difendere il nostro territorio

24 Novembre 2018

L’Aquila, ieri un convegno sullo sviluppo sostenibile Legnini: «Serve un piano di salvaguardia della natura» 

L'AQUILA. Non si può parlare di un programma elettorale vero e proprio, ma ieri mattina all'Aquila Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura e possibile candidato presidente della giunta regionale ha cominciato a indicare «alcune priorità per l'Abruzzo che chiunque sarà chiamato in futuro a governare la Regione non potrà fare a meno di affrontare».
Legnini ha partecipato a Palazzo Camponeschi (sede del rettorato dell'Università dell'Aquila) a un convegno dal titolo “Sviluppo sostenibile e difesa della natura” organizzato dalla fondazione “Sorella Natura”, impegnata da oltre venticinque anni a diffondere, soprattutto tra i giovani, una corretta cultura ambientale e «a ricercare soluzioni eticamente orientate per tutelare la vita e la salute delle persone rispettando l’ambiente e le sue risorse».
Legnini, prendendo spunto dal tema del convegno, ha sottolineato come la tutela dell'ambiente anche in Abruzzo deve tornare in testa all'agenda della politica «perché», ha detto, «non sempre in questi anni c'è stata la giusta attenzione alla difesa del territorio». L'ex vicepresidente del Csm è partito da una constatazione: «L'Abruzzo è una Regione in cui un terzo circa del territorio è tutelato – ci sono parchi nazionali, regionali, oasi protette, riserve naturali – ma è anche un territorio fragilissimo». L'elenco è lungo: elevata sismicità, dissesti idrogeologici, fiumi inquinati, discariche da bonificare – come nel caso di Bussi – messa in sicurezza dei laboratori del Gran Sasso dove una inchiesta della magistratura ha puntato il dito su un possibile inquinamento delle falde idriche, tutela del mare che è una risorsa importante per il turismo abruzzese, manutenzione delle infrastrutture stradali e autostradali. Per non parlare poi di tutte le problematiche legate alla ricostruzione dei territori terremotati «che devono tornare ad avere una loro vitalità pena l'ulteriore spopolamento delle aree interne». Legnini ha ricordato come la prima legge per la tutela del paesaggio e dell'ambiente fu fatta approvare dall'abruzzese Benedetto Croce (quando fra il 1920 e il 1921 fu ministro dell'Istruzione con Giolitti) e l'Abruzzo vanta il primo parco nazionale istituito nel 1922. Ma le emergenze abruzzesi non sono tutte affrontabili a livello locale, servono, secondo Legnini «norme nazionali e sovranazionali che impegnino tutti i Paesi, in particolare quelli europei in uno sforzo comune. L'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile sottoscritta nel settembre 2015 dai governi di 193 Paesi membri dell’Onu è sicuramente uno strumento importante», ha sottolineato Legnini, «anche se sta trovando molte resistenze».
Al convegno oltre a Legnini hanno preso parte la rettrice dell'Università dell'Aquila Paola Inverardi, l'assessore all'ambiente del Comune dell'Aquila, Emanuele Imprudente, David Maria Sassoli, vice presidente del Parlamento Europeo, Roberto Leoni della fondazione “Sorella Natura”, Pier Lisa Di Felice, direttrice della Riserva naturale guidata sorgenti del fiume Pescara, Francesco Di Felice, delegato per l'Abruzzo della fondazione “Sorella Natura”, Angelo Sanza, vicepresidente vicario di “Sorella Natura”, Umberto Laurenti, segretario di “Sorella Natura” che ha introdotto e moderato gli interventi. David Sassoli ha messo in guardia da coloro «che guardano alla tutela dell'ambiente con gli occhi dell'ideologia. La sostenibilità, al contrario, è un metodo di lavoro che affronta le questioni, le approfondisce, fissa degli obiettivi. Oggi tutti i paesi del Mediterraneo hanno più o meno gli stessi problemi, l'emergenza immigrazione non è solo italiana. Se però ognuno pensa di affrontarla isolatamente in nome del sovranismo non si otterranno risultati concreti e di lungo periodo, anzi si inaspriranno i conflitti con conseguenze negative per tutti». L'assessore Imprudente ha rilevato come spesso per gli enti locali è difficile affrontare le grandi emergenze ambientali anche per mancanza di fondi adeguati. «Il nostro sforzo giornaliero», ha detto, «è teso a cercare di aumentare la qualità della vita dei cittadini e cerchiamo di farlo al meglio con gli insufficienti strumenti che abbiamo».
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