Tutte le ambulanze di “Bussi Soccorso” con le gomme a terra

22 Dicembre 2016

Sconsiderato atto di teppismo ai danni di un’associazione al servizio della comunità. I volontari: gesto autolesionsta

BUSSI SU L TIRINO. Gomme tagliate a tutti i mezzi di soccorso dell'associazione di volontariato Bussi Soccorso: quattro ambulanze e un'auto medica prese di mira dai vandali durante la notte. Nelle prime ore del mattino, gli addetti al turno di servizio hanno preso atto di non poter utilizzare, nell’immediato, neppure uno dei mezzi in dotazione. Immediatamente è scattato l'allarme per prevenire ogni possibile richiesta di emergenza. Sul luogo si sono riuniti molti cittadini manifestando indignazione e rabbia per un’azione che è davvero difficile commentare.

Gli appelli e le dichiarazioni di sdegno si sono moltiplicati su Facebook con messaggio che non sono stati proprio auguri di Natale rivolti agli autori della bravata. «Comportamento molto grave» ammonisce la vice sindaca, Sonia Di Carlo, che è anche volontaria di Bussi Soccorso. «Non si era mai visto un gesto di teppismo così stupido e autolesionista nei confronti di una associazione di volontariato che assicura decine di interventi giornalieri indispensabili, nell’interesse di tutti».

Ci sono volute molte ore prima che i mezzi potessero tornare operativi. È tempestivamente intervenuta la ditta Silvi Gomme che ha dovuto rivolgersi agli stabilimenti di Roma e Ascoli Piceno per recuperare gli pneumatici adatti ai singoli mezzi. Reperrite così ben 20 gomme, di misure diverse, che hanno inciso non poco sul bilancio di un’associazione che vive di solo volontariato. «Non comprendiamo questa cosa contro di noi» si chiede Di Carlo. «Che motivi ci sono? Ringraziamo tutti coloro che hanno espresso e dimostrato solidarietà. La loro vicinanza non ha fatto altro che renderci più forti, motivati, ma soprattutto consapevoli delle nostre potenzialità che da anni mettiamo al servizio della comunita».

Il presidente Paride Melchiorre ha avvertito subito i carabinieri che, agli ordini del comandante maresciallo aiutante, Francesco Macchia, si sono messi all'opera per ricostruire l'accaduto e poter risalire ai responsabili. Fino a ieri sera però, non si sono raccolti indizi sufficienti per seguire una pista attendibile. In molti contribuiscono riferendo particolari di loro conoscenza agli inquirenti.

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