Tutti gli uomini di Dalla Chiesa raccontati nel libro di Paterniti

14 Ottobre 2016

PESCARA. «Ho deciso di raccontare la storia degli uomini del generale Dalla Chiesa perché sono stati fantasmi: hanno dovuto lavorare in clandestinità, in borghese, usando nomignoli, molti erano poco...

PESCARA. «Ho deciso di raccontare la storia degli uomini del generale Dalla Chiesa perché sono stati fantasmi: hanno dovuto lavorare in clandestinità, in borghese, usando nomignoli, molti erano poco più che ragazzi, hanno rinunciato alla vita personale, alla famiglia, per lo Stato, per garantirci l'Italia che oggi conosciamo, senza stipendi straordinari. E lo Stato poi si è dimenticato di loro, hanno continuato a essere fantasmi, 50 in tutto ai quali, attraverso la loro stessa testimonianza, ho voluto dare un volto e un nome». Così la giornalista Fabiola Paterniti ha presentato ieri (foto) il suo volume “Tutti gli Uomini del Generale. La storia inedita della lotta al terrorismo”, davanti agli studenti dell'Istituto Alberghiero nell'ambito del 21° premio nazionale Paolo Borsellino. Erano presenti il fondatore del premio Leo Nodari, la dirigente dell'Alberghiero Alessandra Di Pietro, il direttore del quotidiano il Centro Mauro Tedeschini e la rappresentante dell'ufficio scolastico regionale Angela Rapicavoli, originaria proprio di Palermo.

«L'ho scritto», ha detto l’autrice, «perché da giornalista, e da palermitana, ho sentito parlare poco di Dalla Chiesa, perché nessuno ha parlato di questi uomini, e le ragioni possono essere due: da un lato perché all'epoca questi uomini erano fantasmi, componenti del Nucleo speciale antiterrorismo costituito proprio da Dalla Chiesa nel 1974, costretti a vivere in clandestinità, 50 nomi mai usciti prima, erano giovani che hanno dato la vita allo Stato per difendere la popolazione italiana. Il problema è che, dall'altro lato, sono rimasti fantasmi, lo Stato si è dimenticato di loro. Ho parlato con uomini, oggi in pensione, che hanno difeso la nostra democrazia, e che mi hanno raccontato storie bellissime, a dimostrazione che lontano dai riflettori ci sono eroi-cittadini normali che hanno fatto la nostra storia con sacrifici enormi. Ho parlato con Michele Gallo, un carabiniere della squadra, il cui padre novantenne, ha scoperto il vero lavoro del figlio solo oggi che è uscito il mio libro». Il 20 ottobre, sempre all’Alberghiero, arriverà il cognato del giudice Falcone, il sostituto procuratore Morvillo.