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23 Marzo 2016

Maria Marjulfra è un’ italiana nata in Belgio. I genitori sono molisani, ma un legame con l’Abruzzo ce l’ha: ha comprato casa in provincia di Chieti. «Ho saputo delle esplosioni alle 8.30. Ero in...

Maria Marjulfra è un’ italiana nata in Belgio. I genitori sono molisani, ma un legame con l’Abruzzo ce l’ha: ha comprato casa in provincia di Chieti. «Ho saputo delle esplosioni alle 8.30. Ero in treno e mi stavo recando al lavoro, alla sede di un ministero che è proprio di fronte alla stazione. Sono arrivata in ufficio come al solito, perché i treni a quell’ora non erano ancora stati bloccati. Ma subito dopo, la polizia ci ha impedito fino alle 15 di lasciare il ministero. Per tutto il tempo io e i miei colleghi siamo rimasti collegati ai social cercando di capire che cosa stava succedendo». Poi il ritorno a casa. «Ho attraversato una parte di Bruxelles per tornare a casa: negozi chiusi, poca gente in strada, clima di tensione e di paura: stavano cercando i terroristi, c’erano controlli dappertutto. Sono quando sono arrivata a casa ho capito di non avere più paura. Ma se penso che devo uscire mi torna subito». Maria non crede che ci saranno ancora attentati. Per oggi lavora da casa («homeworking»). E poi conclude: «Tutto questo è il risultato delle politiche internazionali di merda!»