Tutto parte da questo esposto

È stato inviato il 7 ottobre del 2020 anche alla procura dell’Aquila
PESCARA. Tutto è partito da un esposto dell’opposizione in consiglio regionale. L’inchiesta della Corte dei Conti sull’accordo da oltre 14 milioni di euro tra Regione e Napoli Calcio per il ritiro a Castel di Sangro è infatti scattata dopo la denuncia del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle. Porta quindi la firma di Sara Marcozzi, che fino a pochi giorni fa ne era capogruppo (prima di uscire e seguire Luigi Di Maio).
L’esposto, molto dettagliato, è stato inviato il 7 ottobre del 2020. Ma destinatario non era soltanto la Corte dei Conti: la missiva è stata infatti indirizzata anche all’Autorità nazionale anti-corruzione Anac e alla procura della Repubblica dell’Aquila.
Nella denuncia venivano segnalati alcuni punti che poi il procuratore contabile ha deciso di contestare ufficialmente alla Regione. In particolare sulla procedura d’urgenza e sull’assenza di studi e analisi preliminari, che avrebbero reso illegittime le delibere firmate dalla giunta regionale: «Non può non rilevarsi che all’interno della stessa delibera non si ritrovino le adeguate e necessarie motivazioni di urgenza», si legge nella missiva firmata da Marcozzi, che segnala la mancanza di «una attenta programmazione delle risorse, degli obiettivi, anche a mezzo di preventive e propedeutiche analisi di mercato e analisi comparative costi-benefici».
L’esposto segnalava però anche la «mancanza della copertura finanziaria pluriennale», per cui si sarebbe violato non solo il codice degli appalti, ma anche le linee guida dell’Anac, e la «assenza di un bando di gara e la mancanza del requisito di infungibilità (cioè l’assenza di alternative, ndr)». (l.t.)

