«Ubriachi anche sotto i 13 anni»

Il primario del pronto soccorso: in aumento i giovani coinvolti in episodi violenti
PESCARA. Più aggressioni, maggiore consumo di alcol. Sono sempre più numerosi gli accessi dei giovani al pronto soccorso dopo liti violente o per l’assunzione di quantità esagerate di sostanze alcoliche. Parla della crescita di questi numeri Alberto Albani (nella foto), direttore del dipartimento di Urgenza e Emergenza della Asl e responsabile del pronto soccorso di Pescara, che si trova sempre più spesso ad avere a che fare con dei giovani, in ospedale, dopo le serate all’insegna dello sballo.
«È notevole», spiega, «l’incremento di episodi di violenza che vedono coinvolti i giovani con meno di 25 anni. E se un tempo questi fatti si limitavano all’uso della forza fisica, adesso usano armi e coltelli, che in passato non si vedevano». Ma c’è anche un altro cambiamento evidente, e viene registrato sempre dal personale del pronto soccorso, dove i giovani finiscono quando le serate di sballo finiscono male. «Prima si beveva meno, mentre ora si sta diffondendo l’assunzione di alcol anche tra le ragazze» per cui l’ubriacatura di gruppo non è più appannaggio solo dei ragazzi. E con il passare del tempo cambia anche l’età in cui si comincia a bere. Questo dato si sta drammaticamente abbassando e tra coloro che sono stati costretti a ricorrere al pronto soccorso «ci sono anche dei ragazzini che frequentano le scuole medie», quindi sotto i 13 anni.
Di fronte a situazioni del genere i medici dello Spirito Santo che trattano queste emergenze possono fare solo due cose: affidare i ragazzini che hanno bevuto troppo ai genitori oppure rivolgersi alle forze dell’ordine quando ci sono state delle botte - se non addirittura l’uso delle armi, facendo così scattare le indagini. (f.bu.)

