Ubriaco prende a morsi i carabinieri Arrestato 35enne

Penne, vuole da bere anche se il locale sta per chiudere e all’arrivo dei militari li aggredisce. Ha patteggiato 5 mesi
PENNE. Era completamente ubriaco e non voleva smettere di bere, anzi ha chiesto alla barista di continuare a servigli alcolici. La donna ha provato a fargli capire che il locale era in chiusura e che doveva andare via, ma lui non ne voleva sapere di tornare a casa e ha dato di matto fino ad essere accompagnato in caserma dai carabinieri, che ha respinto con veemenza e perfino morso, nel tentativo di opporsi ai militari. A conclusione della nottata è stato arrestato per i reati di resistenza, lesioni e violenza privata.
Si è svolto tutto a Penne e il protagonista è un 35enne di origine romena che vive nel centro vestino. L'altra notte, nonostante avesse già abbondamente alzato il gomito, il suo unico obiettivo era quello di continuare a bere e c’è voluto un bel po’ per placarlo. La prima a provarci è stata la barista che ha avuto a che fare con lui e alla quale l'uomo continuava a chiedere di essere servito.
La malcapitata ha provato ad allontanarlo dal locale, che era in chiusura, e a convincerlo che non era più possibile stare lì ma lui riteneva di avere tutto il diritto di rimanere e di ricevere ciò che chiedeva, nonostante fosse già brillo e barcollante. Quando la situazione è diventata insostenibile, dal locale è partita la segnalazione al 112 e sul posto sono arrivati i carabinieri, coordinari dal capitano Alessandro Albano. L'uomo è stato condotto in caserma per l'identificazione, considerato che circolava senza documenti, e nonostante non avesse neppure la forza di stare in piedi per quanto aveva bevuto, ha trovato la forza per reagire ai carabinieri.
Ha aggredito uno degli uomini dell’arma che si stavano occupando di lui e lo ha morso con forza a un dito, costringendolo a raggiungere l'ospedale per la sutura e la medicazione (sette i giorni di prognosi).
La situazione dello straniero si è decisamente complicata perché per lui è scattato l'arresto. Ieri mattina, poi, in tribunale, dopo la convalida, c’è stata la direttissima e a seguito del patteggiamento della pena è stato condannato a cinque mesi e dieci giorni di reclusione, pena sospesa, il che vuol dire che dopo la notte di assoluta follia, trascorsa tra bar e caserma dei carabinieri, l’uomo se n’è tornato tranquillamente a casa.
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