Uccise Aliona, l’ergastolo è definitivo

La sentenza della Cassazione: Roland Bushi, l’assassino della 33enne moldava, resterà in carcere per tutta la vita
FRANCAVILLA. Fine pena mai. Roland Bushi ha ucciso per gelosia Aliona Oleinic, accoltellandola undici volte nella sua casa di Francavilla al Mare, e per questo dovrà rimanere per il resto della vita in carcere. Così ha deciso la Cassazione, che ha confermato la condanna all’ergastolo per l’albanese di 31 anni arrestato dai carabinieri il 3 settembre 2019, dopo l’aggressione nei confronti della 33enne moldava di cui si dichiarava innamorato, morta all’ospedale Gemelli di Roma 45 giorni dopo le pugnalate.
La prima sezione della Corte suprema (presidente Stefano Mogini), su richiesta del sostituto procuratore generale Mariella De Masellis, ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa dell’imputato. Ha dunque retto fino alla fine il pronunciamento della Corte d’assise di Chieti (presidente Guido Campli, giudice a latere Maurizio Sacco), che aveva inflitto la pena massima su richiesta del procuratore Lucia Anna Campo. La sentenza di primo grado aveva già superato il vaglio dell’appello e, da mercoledì sera, è diventata definitiva. Bushi è attualmente rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia.
Le carte dell’inchiesta raccontano che «l’imputato si è presentato a casa di Aliona, persona verso la quale nutriva un’attrazione non ricambiata, suscitando la reazione del cane, che iniziava ad abbaiare; a quel punto, essendosi già presentato altre volte, la donna scendeva in giardino, presumibilmente per parlargli e allontanarlo, seguita dalla madre Galina, che ha pertanto assistito all’aggressione in tutta la sua interezza. Alla vista di Aliona, Bushi ha scavalcato il cancello impugnando un coltello da cucina, quindi l’ha colpita più volte nonostante i tentativi di difesa della madre, della sorella arrivata subito dopo e del cane. Solo nel momento in cui la donna si accasciava a terra, l’imputato interrompeva la sua azione, lanciava il coltello oltre la recinzione e rimaneva sul posto, in stato di evidente frustrazione e disperazione, fino all’arrivo dei carabinieri».
Bushi ha dichiarato di trovarsi in Italia «con visto turistico, ma di lavorare come muratore in nero e a giornata, e di dimorare in abitazioni occasionali di amici e parenti».
Secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Antonello D’Aloisio, non era intenzione di Bushi uccidere. Il legale aveva chiesto di annullare la sentenza della Corte d’assise d’appello, che non ha riconosciuto alcuna attenuante all’assassino e non ha disposto approfondimenti sulle condizioni psichiatriche di Bushi.
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